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Le cartelle mute sono illegittime, serve il nominativo

del 03/08/2012
di: di Sergio Trovato
Le cartelle mute sono illegittime, serve il nominativo
Cartelle «mute» se viene indicata la carica ma non il nome del funzionario responsabile. Sono illegittime infatti l'iscrizione a ruolo e la cartella di pagamento se negli atti non viene specificato il nominativo del funzionario responsabile del procedimento. Non basta l'indicazione che è responsabile del procedimento il direttore dell'ufficio o un suo delegato. Lo ha stabilito la commissione tributaria regionale di Genova, sezione IX, con la sentenza n. 42 del 17 maggio 2012. Per i giudici d'appello l'indicazione del responsabile del procedimento, a pena di nullità dell'atto, non può «essere elusa dalla indicazione generica del direttore dell'ufficio o di un suo delegato, impersonalmente indicato». Si legge nella motivazione della sentenza che il fisco non ha rispettato l'obbligo di legge indicando genericamente nel ruolo il «funzionario apicale». «Diversamente si potrebbe al limite considerare responsabile di tutti i procedimenti fiscali o il Ministro delle finanze o il direttore dell'Agenzia delle entrate». L'obbligo per gli enti creditori e i concessionari di riportare sui rispettivi atti di competenza il nominativo del responsabile del procedimento vale per i ruoli consegnati dal 1° giugno 2008. Gli agenti della riscossione, quindi, sono tenuti a specificare nelle cartelle di pagamento il nominativo del responsabile. L'obbligo è imposto dall'articolo 36 del dl 248/2007, convertito dalla legge 31/2008. Da questa data può essere fatta valere la nullità, nel caso in cui ruolo e cartella non contengano le informazioni previste dalla legge. È disposto che la mancata indicazione nelle vecchie cartelle non costituisca causa di nullità. In realtà, l'articolo 36 ha aggirato gli effetti negativi che potevano derivare dalla pronuncia della Corte costituzionale (377/2007), che ha ritenuto essenziale l'indicazione del responsabile. Anche se questo adempimento era già previsto dall'articolo 7 dello Statuto del contribuente (legge 212/2000). In base a questa norma gli atti dell'amministrazione finanziaria e dei concessionari devono tassativamente indicare: l'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni in merito all'atto notificato e il responsabile del procedimento; l'organo competente al riesame dell'atto in sede di autotutela; le modalità, il termine, l'organo giurisdizionale o l'autorità amministrativa innanzi ai quali l'atto può essere impugnato. Peraltro, secondo la Consulta, l'obbligo imposto ai concessionari non è un adempimento inutile. Piuttosto, assicura la trasparenza dell'attività amministrativa e fornisce maggiori informazioni al contribuente. Occorre ricordare che, in seguito alle modifiche normative, è cambiato anche il modello della cartella di pagamento per recepire i nuovi adempimenti imposti dalla legge. Nella cartella vengono riportate anche le indicazioni sul responsabile del procedimento dell'ente creditore, di chi emana e notifica l'atto della riscossione e sul pagamento rateale.
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