Consulenza o Preventivo Gratuito

Modifiche del d.l. n. 16/2012: Iva, ok all'anticipo

del 02/08/2012
di: di Franco Ricca
Modifiche del d.l. n. 16/2012: Iva, ok all'anticipo
Nulla osta all'invio della comunicazione dei dati delle lettere d'intento anche prima dell'insorgenza dell'obbligo, collegato ora all'effettuazione di operazioni in sospensione d'Iva e non più al semplice ricevimento della lettera. Fino a quando non sarà approvato un nuovo modello si dovrà utilizzare quello in uso, indicando, quale periodo di riferimento, solamente l'anno. Queste le indicazioni fornite dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 82 del 1° agosto 2012, in relazione alle modifiche che il dl n. 16/2012 ha apportato all'adempimento a carico dei fornitori degli esportatori abituali. Modifiche che, come segnalato da ItaliaOggi (si veda l'edizione del 19 aprile scorso), hanno posto due questioni alle quali ha dato ora soluzione l'Agenzia.

L'art. 2, comma 4, del citato dl 16/2012 ha modificato l'art. 1, lett. c), della legge n. 746/83, relativamente al termine entro il quale i fornitori degli esportatori abituali devono inviare all'Agenzia delle entrate, in via telematica, la comunicazione dei dati delle lettere d'intento con le quali i loro clienti chiedono la non applicazione dell'Iva. Secondo la norma istitutiva, l'adempimento andava eseguito entro il giorno 16 del mese successivo a quello di ricevimento della lettera d'intento, sicché l'invio della comunicazione era necessario anche se non fossero state effettuate forniture in sospensione d'imposta. A seguito della modifica, l'adempimento va invece eseguito «entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica Iva, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell'imposta». In pratica, tralasciando l'imprecisione letterale (tecnicamente, nella liquidazione periodica confluisce l'imposta a debito e quella detraibile, e non le operazioni senza addebito dell'imposta), presupposto dell'adempimento non è più il ricevimento della lettera d'intento, bensì l'effettuazione delle prime operazioni non imponibili in conseguenza della lettera stessa, in quanto il termine di scadenza per l'invio della comunicazione è ora identificato, appunto, con il termine della liquidazione periodica nella quale sono comprese le prime operazioni effettuate senza l'addebito dell'imposta. Dal che discende la differenziazione della scadenza per i contribuenti mensili e quelli trimestrali, in relazione alla differente periodicità delle liquidazioni (al riguardo, occorrerebbe precisare se, per i contribuenti trimestrali, il termine per l'invio della comunicazione, quando le prime operazioni sono effettuate nel quarto trimestre, è il 16 marzo dell'anno successivo).

La risoluzione ha confermato che il contribuente ha comunque la facoltà di eseguire l'adempimento in anticipo rispetto alla scadenza (e al verificarsi del presupposto), per esempio continuando a fare riferimento al mese di ricevimento della lettera d'intento anziché al mese/trimestre di effettuazione della prima operazione in sospensione. In questo modo si evita la necessità di dover distinguere, nell'ambito delle lettere d'intento ricevute dai vari clienti nel corso del mese, quelle alle quali hanno fatto seguito operazioni in sospensione (per le quali sorge l'obbligo della comunicazione) da quelle che, invece, non hanno ancora dato corso a tali operazioni (per le quali l'obbligo non è ancora sorto). L'adozione di un unico riferimento temporale comporta infatti una semplificazione gestionale dell'adempimento, fermo restando, ovviamente, che l'applicazione della sanzione scatterà solo nel caso in cui venga omesso l'adempimento per il quale sia sorto il presupposto. Sull'altra questione, concernente la compilazione del campo «periodo di riferimento», la risoluzione ha chiarito che, nelle more dell'adozione di un nuovo modello, è sufficiente indicare soltanto l'anno e non il mese.

vota