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Guida alterata: esami del sangue dopo l'incidente

del 02/08/2012
di: di Stefano Manzelli ed Enrico Santi
Guida alterata: esami del sangue dopo l'incidente
Chi incorre in un grave sinistro stradale o risulta particolarmente alterato specialmente all'esito di un pretest usa e getta sarà invitato dalla polizia a effettuare l'esame del sangue. E in caso di rifiuto all'effettuazione del prelievo ematico scatterà la pesante denuncia penale prevista dall'art. 187 del codice stradale. Lo ha chiarito la polizia locale di Milano con la circolare n. 16 del 26 luglio 2012. La procura milanese è intervenuta sul complesso meccanismo del contrasto della guida alterata dalla droga evidenziando con una nota del 2 marzo 2012 che la lotta a questo diffuso fenomeno richiede la prova «non solo dell'uso pregresso di droghe, ma anche della capacità, nel caso concreto, di provocare un'alterazione psico-fisica». Per questo non è più sufficiente l'esame delle urine, prosegue la nota della procura richiamata dai ghisa. Per sostenere adeguatamente l'accusa in giudizio occorre raccogliere dati scientifici adeguati e processualmente utilizzabili. In accordo con l'autorità sanitaria regionale le indicazioni della procura sono pertanto confluite in un protocollo operativo che la polizia locale ha fatto proprio con la circolare in commento. I vigili, specifica la nota milanese, devono sempre accompagnare presso una struttura sanitaria per il prelievo del sangue i conducenti risultati positivi al pretest usa e getta. Ma deve sempre essere richiesto il prelievo ematico anche ai soggetti coinvolti in un sinistro stradale con decessi o prognosi riservate. La stessa richiesta deve poi essere avanzata in presenza di ragionevoli motivi «sulla scorta di una attenta e ponderata valutazione delle circostanze e degli elementi di fatto» a prescindere da un evento infortunistico. Se il conducente rifiuta di sottoporsi all'esame del sangue scatterà la denuncia ai sensi dell'art. 187 del codice stradale, prosegue l'istruzione. E sarà il personale sanitario ad attestare materialmente la volontà dell'utente espressa in sede sanitaria. In quella sede i medici dovranno informarlo delle conseguenze penali derivanti dall'eventuale rifiuto ma se la richiesta riguarderà un minore sarà necessario il consenso dei genitori.

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