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Il preventivo tutela il professionista e il cliente

del 02/08/2012
di: di Benedetta Pacelli
Il preventivo tutela il professionista e il cliente
La lettera per il conferimento dell'incarico conviene. Non solo perché in assenza di tariffe questa rimane l'unica traccia scritta per il professionista (e per il cliente) a garanzia dei compensi pattuiti, ma anche perché senza preventivo gli onorari rischiano di sgonfiarsi a prestazione eseguita. Per compilarla al meglio, quindi, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha predisposto una sorta di istruzioni per l'uso in materia. Si tratta di un facsimile di lettera di incarico professionale (si veda box in pagina) inviato a tutti gli ordini territoriali nella quale di suggerisce cosa non deve mai mancare in un preventivo, quelle cosiddette «clausole indispensabili», riferibili all'oggetto e al grado di complessità dell'incarico, al compenso e agli oneri ipotizzabili, al recesso e agli estremi della polizza professionale, anch'essa obbligatoria secondo il decreto legge n. 138/2011. Il punto di partenza è, comunque, il decreto liberalizzazioni (dl 1 del 24 gennaio 2012) che prevede di pattuire il compenso per le prestazioni professionali al momento del conferimento dell'incarico professionale, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili e indicando anche i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale. La formulazione letterale della norma, si legge nelle indicazioni del Cndcec, «induce a ritenere che tali informazioni debbano essere rese alla stipula del contratto». Il primo passaggio che dovrà essere riportato nella lettera di incarico riguarda l'oggetto e la complessità della prestazione: in sostanza il professionista dovrà elencare dettagliatamente le attività in modo da fornire al cliente tutte le informazioni necessarie a comprendere la difficoltà della prestazione, i relativi oneri così come la decorrenza e la durata della stessa. Il preventivo, poi, dovrà indicare la misura del compenso adeguata all'importanza dell'opera e pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le spese e i contributi integrativi in materia di previdenza. Questa voce dovrà essere riempita considerando anche le spese generali di studio necessarie alla copertura dei costi sostenuti per l'esecuzione dell'opera. C'è poi l'annoso capitolo relativo all'assicurazione per i rischi derivanti dall'attività professionale per il quale il Cndcec ricorda l'obbligo di indicarne gli estremi della polizza. Si tratta di un nervo scoperto visto che a pochi giorni dalla pubblicazione in G.U. del testo di riforma come ha spiegato ad ItaliaOggi Giorgio Moroni Aon spa Insurance Broker, «mancano le indicazioni sul massimale idoneo, sulle condizioni di copertura, su cosa deve essere assicurato e quali sanzioni devono essere irrogate». Ad aggravare l'incertezza, bisogna ricordare che le stesse compagnie assicurative possono rifiutarsi di assicurare un professionista, soprattutto quando i rischi siano troppo alti e i vantaggi economici troppo bassi.

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