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Banche e intermediari finanziari passati al setaccio

del 01/08/2012
di: di Andrea Bongi
Banche e intermediari finanziari passati al setaccio
Agenzia delle entrate e Guardia di finanza passano al setaccio banche e intermediari finanziari. Scopo dell'accesso verificare la correttezza e completezza delle comunicazioni effettuate da tali intermediari all'archivio dei rapporti finanziari. Le operazioni sono scattate nella mattinata di ieri e, come si legge nel comunicato diffuso poco dopo l'inizio delle operazioni, si sono svolte congiuntamente e in sinergia da parte dei funzionari delle Entrate e militari delle Fiamme gialle. L'azione congiunta dei due «bracci armati» dell'amministrazione finanziaria si inquadra in quell'ottica di collaborazione e cooperazione reciproca fra i vari organi e reparti più volte caldeggiata e auspicata dai vertici dell'Agenzia delle entrate.

Oggetto dell'operazione è dunque il corretto adempimento da parte degli intermediari finanziari (banche, società finanziarie, poste italiane, società di gestione del risparmio, ecc.) degli obblighi di comunicazione all'anagrafe tributaria dei rapporti intrattenuti con la clientela nonché delle cosiddette operazioni fuori conto ai sensi delle disposizioni contenute nella legge n.248 del 2006 e nel decreto legislativo n.231 del 2007.

L'archivio dei rapporti finanziari costituisce di fatto il vero e proprio «cuore» dell'anagrafe tributaria il cui utilizzo costituisce spesso uno dei fattori chiave di successo delle verifiche tributarie. L'operazione avviata ieri, pur inquadrandosi all'interno dei controlli di routine effettuati dagli organi di polizia tributaria in materia di rispetto delle norme in tema di comunicazioni all'anagrafe tributaria, non può non colpire per la sua collocazione temporale. Sul fronte dell'archivio dei rapporti finanziari sono infatti molte le novità in arrivo per quanto riguarda sia la qualità sia la quantità di informazioni che banche e intermediari finanziari dovranno trasmettere in ottemperanza delle prescrizioni contenute nell'articolo 11, comma 3, del decreto legge n. 201/2011. Essendo la nuova trasmissione in formato extra-large in scadenza il prossimo 31 ottobre 2012 (si veda ItaliaOggi di ieri) è probabile che l'operazione di controllo serrato di banche e intermediari finanziari persegua proprio lo scopo di preparare il terreno per le nuove e più ampie informazioni che questi ultimi dovranno iniziare a trasmettere al fisco.

Tornando alle operazioni avviate ieri mattina il comunicato congiunto di Entrate e Guardia di finanza coglie l'occasione per ricordare che un'operazione simile era già stata avviata nell'anno 2009 durante la quale erano state controllate le posizioni di 76 filiali di banche svizzere o con sedi nei pressi di San Marino. Ora il target sembra essere più ampio rispetto al passato e il campione degli intermediari finanziari oggetto di verifica potrebbe riguardare un numero ben più ampio di banche ed intermediari. La platea degli intermediari finanziari tenuti all'invio mensile dei dati all'anagrafe tributaria è composta da oltre 13 mila soggetti fra i quali le banche, le Poste italiane per le attività finanziarie, le imprese di investimento, gli organismi e le società di gestione del risparmio.

L'obbligo di comunicazione dei dati all'anagrafe tributaria riguarda inoltre anche le filiali estere di detti operatori italiani ed analogamente le filiali italiane di operatori esteri.

Le operazioni di verifica iniziate ieri hanno dunque quale precisa finalità quella di accertare sia la correttezza delle informazioni trasmesse sia la completezza delle stesse al preciso fine di evitare pericolosi «vuoti» nell'archivio dei rapporti finanziari.

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