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Spending review: Immobili pubblici in un fondo

del 01/08/2012
di: Francesco Cerisano
Spending review: Immobili pubblici in un fondo
Dismettere per ridurre il debito e, se avanza qualcosa, fare investimenti. La spending review, nella parte in cui ha recepito le norme del decreto dismissioni, offre a regioni ed enti locali un ventaglio di opportunità per far fruttare il patrimonio.

Nel fondo (o nei fondi perché ancora non si sa quanti saranno) istituito da palazzo Chigi, e in cui confluiranno i beni di proprietà dello stato o delle partecipate statali non utilizzati per finalità istituzionali, comuni, province e regioni potranno trasferire i propri beni avendo in cambio quote di partecipazione il cui ammontare sarà deciso con un decreto del Mef.

I beni potenzialmente trasferibili saranno innanzitutto quelli demaniali, ricompresi nella cosiddetta white list (l'elenco degli immobili che, non essendo utilizzati dallo stato, sarebbero dovuti passare dal centro alla periferia, salvo rimanere dove sono a causa della mancata pubblicazione del relativo dpcm) prevista dal dlgs n.85/2010. In questo modo l'avvio del piano di dismissioni del governo finisce per inglobare il federalismo demaniale, rivitalizzandolo dopo oltre un anno di letargo. La scelta in ogni caso spetterà agli enti. Saranno loro a decidere cosa fare dei cespiti avuti in dote dal patrimonio disponibile dello stato. Si tratta di 350 beni, attualmente gestiti dall'Agenzia del demanio, il cui valore è stimato in 1,5 miliardi di euro. Gli enti locali potranno devolvere nel fondo anche il proprio patrimonio (tranne gli immobili utilizzati per finalità istituzionali) in modo che venga valorizzato. Non saranno obbligati ad allegare al bilancio un piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Ma dovranno indicare espressamente nella delibera con cui trasferiscono i beni «le destinazioni urbanistiche non compatibili con le strategie di trasformazione urbana». Ossia quello che l'immobile devoluto al fondo non dovrà diventare.

Le risorse provenienti dalla valorizzazione o dall'alienazione degli immobili di regioni ed enti locali trasferiti nei fondi serviranno prioritariamente a ridurre il debito delle amministrazioni e solo in assenza di debito potranno essere utilizzati per fare investimenti.

Ai fondi potranno infine essere conferiti gli immobili non utilizzati del ministero della difesa (in primis le caserme).

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