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Modifiche: A dieta il processo amministrativo

del 28/07/2012
di: di Antonio Ciccia e Francesco Cerisano
Modifiche: A dieta il processo amministrativo
Atti brevi e chiari. Davanti al giudice amministrativo la prolissità e la confusione nell'esposizione può costare caro in termini rispettivamente di spese processuali e di ammissibilità del ricorso. Le modifiche al codice del processo amministrativo (cpa) contenute nello schema del secondo decreto correttivo della precedente riforma, approvato in prima lettura ieri dal Consiglio dei ministri, toccano la prassi forense e si occupano anche di competenza territoriale, bloccando il fenomeno del cosiddetto «nomadismo giudiziario», tipico di chi cerca di ottenere dal Tar, che già si è espresso favorevolmente, la sospensione degli atti impugnati. Ma vediamo di illustrare i contenuti dello schema di decreto legislativo.

Spese di soccombenza. Il codice del processo amministrativo richiama il codice di procedura civile e all'articolo 26 dispone che il giudice deve provvedere alla condanna alle spese del giudizio. Il secondo correttivo prevede che la decisione sulle spese deve essere presa tenendo conto dell'obbligo che le parti hanno di redigere atti sintetici e chiari (articolo 3,comma 2 del cpa).

Questo significa che gli avvocati non devono dilungarsi troppo: se vincono, la rivalsa delle spese su chi perde può essere più leggera; se, invece, si perde, la mano del giudice può essere più pesante sullo sconfitto logorroico.

Un atto che deve essere sintetico e chiaro è il ricorso: si tratta dell'atto con cui si inizia il giudizio avanti al Tar.

Il secondo decreto correttivo propone di sostituire l'articolo 40 del codice del processo amministrativo e richiede che le singoli parti del ricorso siano indicati distintamente.

Insomma l'atto deve essere scritto separando in maniera netta sette parti: 1) indicazione parti; 2) oggetto della domanda; 3) fatti di causa; 4) motivi di ricorso; 5) mezzi di prova; 6) provvedimenti chiesti al giudice; 7) firme.

Lo schema di decreto aggiunge che la violazione della regola della indicazione di motivi specifici rende inammissibile il ricorso, che si chiuderà con una pronuncia sul rito. Si interviene, anche, sulle azioni proponibili al giudice amministrativo (modifiche all'articolo 34 cpa). In particolare si propone di specificare che l'azione di condanna al rilascio di un provvedimento richiesto deve essere proposta contestualmente all'azione di annullamento del provvedimento di diniego o all'azione avverso il silenzio. Quindi nell'atto di ricorso contro l'inerzia della pubblica amministrazione o contro un provvedimento che respinge una istanza si deve inserire la domanda di condanna specifica dell'amministrazione resistente. Il secondo correttivo, sul punto, richiama l'articolo 31 del cpa: questo significa che il giudice potrà pronunciare sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio solo quando si tratta di attività vincolata o quando risulta che non residuano ulteriori margini di esercizio della discrezionalità e non sono necessari adempimenti istruttori che debbano essere compiuti dall'amministrazione. In caso di attività discrezionale il giudice condannerà la p.a. a emanare un provvedimento, lasciando alla stessa la determinazione del contenuto.

Incompetenza territoriale.

Una serie di interventi correttivi riguardano, poi, la disciplina dell'incompetenza territoriale. Con una novità, che mira a combattere il nomadismo giurisprudenziale. Con questa espressione si descrive la ricerca della sede del Tar che si prevede possa accogliere una istanza di sospensione degli atti, visto che si è pronunciata in tal senso. Il secondo correttivo (con modifica all'articolo 13) prescrive che l'inderogabilità della competenza territoriale del Tar (regola generale) vale anche in ordine alle misure cautelari. Anzi il giudice deve decidere sulla competenza prima di provvedere sulla domanda cautelare e, se non riconosce la propria competenza, non deve nemmeno pronunciarsi sulla sospensiva. In mancanza di domanda cautelare, il difetto di competenza, scrive lo schema di decreto, può essere eccepito entro il termine previsto per la costituzione in giudizio; a quel punto il presidente fissa la camera di consiglio per la pronuncia immediata sulla questione di competenza.

Altre modifiche specifiche riguardano singoli procedimenti. In materia elettorale (articolo 129 cpa), per esempio, si precisa che i provvedimenti immediatamente lesivi del diritto del ricorrente a partecipare al procedimento elettorale preparatorio per le elezioni sono impugnabili innanzi al tribunale amministrativo regionale competente nel termine di tre giorni; mentre gli altri atti sono impugnati alla conclusione del procedimento unitamente all'atto di proclamazione degli eletti.

Per il rito abbreviato con dimezzamento dei termini processuali (articolo 119 cpa) si chiarisce che riguarda i provvedimenti di scioglimento degli organi di governo degli enti locali e quelli connessi, che riguardano la loro formazione e il loro funzionamento.

Il secondo correttivo, infine, introduce una innovazione tecnologica, così da far prendere piede al processo amministrativo telematico: tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti potranno essere sottoscritti con firma digitale.

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