Più tasse ai fuori corso. Le tasse universitarie per gli studenti fuori corso potranno raddoppiare se il reddito familiare supera i 150.000 euro. I criteri per gli incrementi delle tasse saranno stabiliti ogni anno con un decreto del ministro dell'istruzione ma nel frattempo il dl spending review fissa i paletti. Per i redditi tra 90.000 e 150.000 euro l'aumento potrà essere al massimo del 50%, mentre sotto i 90.000 euro sarà limitato al 25%. Il decreto ministeriale in ogni caso dovrà tenere conto «della specifica condizione degli studenti lavoratori».
Anche Bankitalia dovrà tirare la cinghia. Anche la Banca d'Italia dovrà tenere conto della stretta alle spese della pubblica amministrazione. Con un emendamento dei relatori all'articolo 5 della spending review, si prevede che «la Banca d'Italia, nell'ambito del proprio ordinamento, tiene conto dei principi contenuti nei commi 2, 7, 8 e 9 del presente articolo nonché dei commi 1 e 4 dell'articolo 3». Si tratta delle norme sulle auto blu, i buoni pasto, le ferie e permessi, le consulenze degli ex dipendenti e i canoni di locazione.
Farmacie. I relatori hanno presentato un emendamento in cui viene limato il supersconto che il provvedimento metteva a carico delle farmacie, nonché quello a carico delle aziende farmaceutiche. Per le farmacie il supersconto cala dal 3,65% al 2,25%, per le aziende scende dal 6,5% al 4,1%.
Made in Italy e beni culturali. Si salva il «fondo per la realizzazione di azione a sostegno di una campagna promozionale straordinaria a favore del “made in Italy”». Nei giorni scorsi era stato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi a chiedere al governo che il fondo fosse mantenuto.
Scioperi. Raddoppiano le sanzioni comminate dalla Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Un emendamento del Terzo Polo trasforma alcune delle sanzioni nei confronti dei sindacati e dei dirigenti responsabili delle amministrazioni pubbliche, in caso di violazioni della legge, dalle vecchie lire all'euro, raddoppiando di fatto l'importo.
Affidamenti in house. Un emendamento dei relatori fa salvi gli affidamenti in essere fino alla scadenza naturale e comunque fino al 31 dicembre 2014 (un anno in più rispetto alla precedente scadenza fissata al 31 dicembre 2013).
