Consulenza o Preventivo Gratuito

Dopo regioni ed enti locali Monti saccheggia le scuole

del 28/07/2012
di: La Redazione
Dopo regioni ed enti locali Monti saccheggia le scuole
Dopo aver saccheggiato le tesorerie degli enti locali, Monti passa alle scuole. Entro il 12 novembre prossimo i cassieri degli istituti scolastici dovranno versare il 100% delle disponibilità liquide ed esigibili depositate presso le banche su un apposito conto infruttifero della tesoreria statale. Lo prevede un emendamento dei relatori alla spending review che fa dietrofront rispetto alla tabella di marcia più soft inizialmente prevista dal decreto (50% entro il 15 ottobre e il restante 50% entro il 15 novembre). Si completa così il passaggio di tutta la p.a. al vecchio sistema di tesoreria unica degli anni 80, ripristinato dal governo per frenare e monitorare i mille rivoli della spesa pubblica locale. I conti bancari di regioni, enti locali e università sono già stati spogliati a gennaio (si veda ItaliaOggi del 21/1/2012) dal decreto liberalizzazioni (art. 35, comma 9 del dl 1/2012). Mancavano all'appello le scuole che d'ora in avanti non avranno più la disponibilità diretta delle proprie risorse ma dovranno rivolgersi a Bankitalia per ogni mandato di pagamento. Sulla falsariga di quanto già disposto per gli enti locali, il ritorno al passato dovrebbe durare tre anni (fino al 31 dicembre 2014) visto il richiamo che la spending review fa alle norme del dl liberalizzazioni. Buone notizie invece sul fronte previdenziale. Per gli insegnanti che entro il 31 agosto di quest'anno matureranno i requisiti per andare in pensione dal 1° settembre non si applicheranno le novità della riforma Fornero. Ma vediamo le altre misure contenute nel pacchetto di emendamenti approvati in commissione al senato e su cui il governo chiederà la fiducia in aula lunedì.

Più tasse ai fuori corso. Le tasse universitarie per gli studenti fuori corso potranno raddoppiare se il reddito familiare supera i 150.000 euro. I criteri per gli incrementi delle tasse saranno stabiliti ogni anno con un decreto del ministro dell'istruzione ma nel frattempo il dl spending review fissa i paletti. Per i redditi tra 90.000 e 150.000 euro l'aumento potrà essere al massimo del 50%, mentre sotto i 90.000 euro sarà limitato al 25%. Il decreto ministeriale in ogni caso dovrà tenere conto «della specifica condizione degli studenti lavoratori».

Anche Bankitalia dovrà tirare la cinghia. Anche la Banca d'Italia dovrà tenere conto della stretta alle spese della pubblica amministrazione. Con un emendamento dei relatori all'articolo 5 della spending review, si prevede che «la Banca d'Italia, nell'ambito del proprio ordinamento, tiene conto dei principi contenuti nei commi 2, 7, 8 e 9 del presente articolo nonché dei commi 1 e 4 dell'articolo 3». Si tratta delle norme sulle auto blu, i buoni pasto, le ferie e permessi, le consulenze degli ex dipendenti e i canoni di locazione.

Farmacie. I relatori hanno presentato un emendamento in cui viene limato il supersconto che il provvedimento metteva a carico delle farmacie, nonché quello a carico delle aziende farmaceutiche. Per le farmacie il supersconto cala dal 3,65% al 2,25%, per le aziende scende dal 6,5% al 4,1%.

Made in Italy e beni culturali. Si salva il «fondo per la realizzazione di azione a sostegno di una campagna promozionale straordinaria a favore del “made in Italy”». Nei giorni scorsi era stato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi a chiedere al governo che il fondo fosse mantenuto.

Scioperi. Raddoppiano le sanzioni comminate dalla Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Un emendamento del Terzo Polo trasforma alcune delle sanzioni nei confronti dei sindacati e dei dirigenti responsabili delle amministrazioni pubbliche, in caso di violazioni della legge, dalle vecchie lire all'euro, raddoppiando di fatto l'importo.

Affidamenti in house. Un emendamento dei relatori fa salvi gli affidamenti in essere fino alla scadenza naturale e comunque fino al 31 dicembre 2014 (un anno in più rispetto alla precedente scadenza fissata al 31 dicembre 2013).

vota