Consulenza o Preventivo Gratuito

Fisco, Usa e Eu: Le informazioni viaggiano online

del 27/07/2012
di: di Tancredi Cerne
Fisco, Usa e Eu: Le informazioni viaggiano online
Al via lo scambio automatico di informazioni fiscali con gli Stati Uniti. Dopo un lungo tiremmolla durato alcuni mesi, Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna hanno messo nero su bianco i termini di un modello di accordo intergovernativo per lo scambio automatico di informazioni fiscali rilevanti con l'Agenzia delle entrate americana (Irs) nell'ambito dell'applicazione del Foreign account tax compliance act (Facta), la legislazione adottata nel 2010 dagli Usa che introduce obblighi dichiarativi a carico dei soggetti ?nanziari non statunitensi. In base alle intese bilaterali che verranno stipulate sulla base del modello sottoscritto ieri, le istituzioni finanziarie dei singoli Paesi invieranno in futuro informazioni sui propri clienti alle rispettive autorità fiscali ai sensi delle vigenti Convezioni contro le doppie imposizioni, in entrambe le direzioni (da e verso gli Stati Uniti). Questo flusso di dati verrà poi scambiato a livello statale su base automatica eliminando in questo modo la necessità, per le istituzioni finanziarie interessate, di dover ricorrere a singoli accordi di natura contrattuale con le autorità fiscali statunitensi. Entrando nello specifico dell'intesa che ha sedotto i cinque principali Paesi europei, le risposte fornite dalle autorità nazionali alle richieste dell'Irs (e viceversa) dovranno contenere indicazioni sulle generalità del correntista, numero del conto corrente e nominativo della banca presso il quale è stato aperto, oltre all'importo totale delle attività detenute. Questo modello, che entrerà in vigore non più tardi del primo gennaio del prossimo anno, avrà una durata di quattro anni prima che si proceda con una successiva revisione dello stesso in base a eventuali opzioni di miglioramento scaturite nel corso del primo quadriennio di vita.

Lo schema di accordo riflette, inoltre, alcune semplificazioni in termini di adempimenti per le istituzioni finanziarie, con l'obiettivo di abbattere quanto più possibile i costi di implementazione del nuovo modello da parte dei soggetti interessati dalla normativa Fatca. «La circostanza che il flusso di informazioni tra Stati sia previsto in entrambe le direzioni conferma che gli Accordi bilaterali saranno improntati al principio di reciprocità», si legge nella nota congiunta messa a punto dai ministeri delle finanze dei sei Paesi coinvolti secondo cui la definizione del modello consentirà di pervenire quanto prima alla conclusione di singole intese fiscali bilaterali. «Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti continueranno, inoltre, a promuovere lo scambio automatico di informazioni sul modello dell'Ocse e a lavorare sui principi del reporting comune e dell'applicazione degli standard di due diligence come strumenti per pervenire a un approccio più generalizzato e globale di efficace lotta all'evasione fiscale internazionale, pur mantenendo al minimo livello gli oneri di adempimento».

La normativa Facta, introdotta dal governo americano due anni fa, prevede che banche, broker, trust, fondi hedge, compagnie assicurative società di private banking che detengono e vogliono continuare a mantenere rapporti ?nanziari di fonte Usa, in conto proprio o di terzi, dovranno impegnarsi a comunicare i nomi e le movimentazioni dei clienti potenziali evasori americani intestatari di un conto presso il loro istituto. Per i soggetti non compliant, scatterà una ritenuta del 30% sui pagamenti di fonte Usa come cedole, dividendi, interessi, royalties, stipendi o rendite. Oltre alle imprese non finanziarie, laddove presentino nella compagine azionaria soggetti riconducibili agli Stati Uniti che posseggano almeno il 10% del capitale.

vota