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Articolo 24-bis: Nei call center tornano le co.co.co.

del 27/07/2012
di: di Daniele Cirioli
Articolo 24-bis: Nei call center tornano le co.co.co.
Call center in outbound esonerati dal «progetto». Per le attività di vendita diretta di beni e di servizi realizzate attraverso call center «outbound», infatti, le imprese potranno far ricorso a co.co.co. senza dover prevedere un progetto, ma soltanto sulla base del corrispettivo definito dai Ccnl. A stabilirlo l'articolo 24-bis introdotto al ddl di conversione del dl n. 83/2012 (decreto sviluppo). Tra le altre novità è attenuata la stretta alle partite Iva (la verifica si allunga a due anni) ed è ristretto il termine di attesa tra un contratto e il successivo nelle riassunzioni a termine degli stagionali.

Call center graziati. L'articolo 24-bis del ddl di conversione del dl sviluppo introduce una deroga direttamente nel dlgs n. 276/2003 (riforma Biagi) con questa novità questa: per le attività di «call center outbound» non è richiesta, in caso di instaurazione di co.co.pro., l'individuazione di progetti specifici né tutte le altre condizioni della riforma Fornero, ma la legittimazione delle collaborazioni verterà «sulla base del corrispettivo definito dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento». Si ricorda che le attività «outbound» sono quelle in cui è il lavoratore a effettuare chiamate a terzi (a differenza delle attività «inbound» dove il lavoratore è tenuto a rispondere alle chiamate dell'utenza). Ma le novità per i call center non finiscono qua. Con riferimento alle attività di call center svolte con almeno 20 dipendenti, infatti, l'articolo 24-bis prevede ancora la non applicazione degli incentivi della legge n. 407/1990 (sgravio contributivo) alle aziende che delocalizzino all'estero. Stabilisce ancora l'obbligo per le aziende che decidano di spostarsi fuori dal territorio nazionale di darne comunicazione almeno 120 giorni prima al ministero del lavoro e al garante privacy. Stabilisce infine che il cittadino destinatario di una chiamata deve essere informato preliminarmente sul Paese estero in cui l'operatore è fisicamente collocato. Per il mancato rispetto delle precedenti norme è prevista la sanzione pecuniari di 10 mila euro a giornata di violazione.

Riassunzioni a termine. Il ddl di conversione dello sviluppo stabilisce che la riassunzione a termine in attività stagionali (dpr n. 1525/196) e in ogni altra ipotesi prevista dai contratti collettivi stipulati a ogni livello (anche aziendale, dunque) dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale è lecita a patto che il secondo rapporto sia instaurato dopo 20 (anziché 60) giorni in caso di contratto di durata fino a sei mesi e 30 (anziché 90) giorni in caso di contratto di durata fino a sei mesi.

Allentata la stretta alle partite Iva. La riforma Fornero ha introdotto una «presunzione» per le partite Iva con determinati requisiti. Ha previsto, in particolare, che se ricorrono almeno due di tre presupposti il rapporto è da ritenersi una «co.co.co.», con applicazione della relativa disciplina (lavoro a progetto di cui al dlgs n. 276/2003); con la conseguenza che, per la legittimità della nuova «co.co.co. ex legge», è necessaria la presenza di un progetto: in mancanza scatta la sanzione della conversione in rapporto dipendente a tempo indeterminato dalla costituzione del rapporto di lavoro. In sede di conversione del dl sviluppo è stato previsto che i tre presupposti vadano verificati per due (anziché uno) anni solari. Pertanto, la partita Iva sarà soggetta a «presunzione» se si verificano due dei seguenti presupposti:

a) collaborazione con lo stesso committente abbia durata complessiva superiore a otto mesi annui per due anni consecutivi;

b) corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisca più dell'80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco di due (anziché uno) anni solari consecutivi;

c) collaboratore dispone di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

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