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Nessun tetto all'emissione dei bond delle imprese

del 27/07/2012
di: di Roberto Lenzi
Nessun tetto all'emissione dei bond delle imprese
Niente tetto all'emissione di cambiali da parte delle imprese; quello che era un vincolo previsto dal decreto legge crescita diventa, nel corso dell'iter di conversione alla camera, solamente una segnalazione. Dunque, lo sponsor dovrà segnalare, soltanto per ciascun emittente, se l'ammontare di cambiali finanziarie in circolazione è superiore al totale dell'attivo corrente come rilevabile dall'ultimo bilancio approvato. Nella stesura del decreto legge n. 83/2012, il limite massimo all'ammontare di cambiali finanziarie in circolazione doveva essere pari al totale dell'attivo corrente come rilevabile dall'ultimo bilancio approvato. Il decreto, per come emendato alla camera, invece, specifica che per attivo corrente si intende l'importo delle attività in bilancio con scadenza entro l'anno dalla data di riferimento del bilancio stesso. Nel caso in cui l'emittente sia tenuto alla redazione del bilancio consolidato o sia controllato da una società o ente a ciò tenuto, può essere considerato l'ammontare rilevabile dall'ultimo bilancio consolidato approvato. Lo strumento diventa così più interessante per le imprese che non hanno più un tetto definito da eventuali limiti del bilancio. Possono emettere cambiali finanziarie e obbligazioni «le società non emittenti strumenti finanziari quotati su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione, diverse dalle banche e dalle micro-imprese, come definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione europea del 6 maggio 2003. La classificazione di impresa presa a riferimento, per decidere se il richiedente è una pmi è quella definita dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003», in pratica tutte le imprese che erano escluse finora in quanto non erano quotate su mercati. Per poterlo fare devono soddisfare dei requisiti previsti dalla norma.

Obbligo di avere uno sponsor. Le imprese, per poter emettere titoli, devono aver uno sponsor che le assista. Questo può essere una banca, un'impresa di investimento, una società di gestione del risparmio (Sgr), una società di gestione armonizzata, una società di investimento a capitale variabile (Sicav). Il ruolo dello sponsor è quello di assistere l'emittente nella procedura di emissione dei titoli e supportarlo nella fase di collocamento dei titoli stessi. Lo sponsor mantiene nel proprio portafoglio, fino alla naturale scadenza, una quota dei titoli emessi non inferiore al 5% del valore di emissione dei titoli, per le emissioni fino a 5 milioni di euro; al 3% del valore di emissione dei titoli eccedente 5 milioni di euro, fino a 10 milioni di euro, al 2% del valore di emissione dei titoli eccedente10 milioni di euro, in aggiunta alla quota risultante dall'applicazione delle percentuali di cui ai numeri sopra. Lo sponsor segnala, come detto, il superamento dei titoli emessi rispetto all'attivo corrente. È lo sponsor che classifica la bontà dell'emittente al momento dell'emissione, distinguendo almeno cinque categorie di qualità creditizia dell'emittente. Deve dare un giudizio su una scala che prevede le classi ottima, buona, soddisfacente, scarsa e negativa. La classificazione deve essere messa in relazione, per le operazioni garantite, con i livelli di garanzia elevata, normale o bassa. Lo sponsor rende pubbliche le descrizioni della classificazione adottata. Le grandi imprese possono rinunciare al ruolo dello sponsor. Anche le altre imprese possono derogare dalla presenza dello sponsor se l'emissione è assistita, in misura non inferiore al 25% del valore di emissione, da garanzie prestate da una banca o da un'impresa di investimento, ovvero da un consorzio di garanzia collettiva dei fidi per le cambiali emesse da società aderenti al consorzio.

Ulteriori vincoli: dalla certificazione del bilancio all'impossibilità di cedere le cambiali ai soci. In caso di emissione di cambiali o obbligazioni, l'ultimo bilancio deve essere certificato da un revisore contabile o da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili. Nella prima fase di applicazione viene introdotta una norma transitoria, grazie alla quale, per un periodo di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della norma, le imprese possono derogare all'obbligo di certificazione del bilancio se l'emissione è assistita, in misura non inferiore al 50% del valore di emissione delle cambiali, da garanzie prestate da una banca o da un'impresa di investimento, ovvero da un consorzio di garanzia collettiva dei fidi per le cambiali emesse da società aderenti al consorzio. In tal caso, però, la cambiale non può avere durata superiore al periodo di diciotto mesi. Le cambiali finanziarie devono essere emesse e girate esclusivamente in favore di investitori professionali. La norma precisa in maniera esplicita che gli investitori non devono essere, direttamente o indirettamente, soci della società emittente. Anche l'eventuale collocamento presso investitori professionali in rapporto di controllo con il soggetto che assume il ruolo di sponsor è disciplinato dalle norme vigenti in materia di conflitti di interesse.

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