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Entro fine anno, giro di vite sui prestiti interbancari

del 26/07/2012
di: Angelo Di Mambro
Entro fine anno, giro di vite sui prestiti interbancari
Bruxelles vuole una stretta, da approvare definitivamente «prima della fine dell'anno», sugli indici che regolano i tassi del prestito interbancario, e sta pensando a una «supervisione pubblica» nella costruzione e nella gestione di strumenti come il Libor e l'Euribor. Lo ha detto il commissario al mercato interno Michel Barnier presentando, insieme alla collega alla giustizia Viviane Reding, un emendamento al pacchetto (regolamento e direttiva) sugli abusi nei mercati finanziari lanciata lo scorso ottobre. Scoppiato lo scandalo Libor, l'indice del tasso di prestito interbancario che per anni è stato aggiustato secondo le esigenze di operatori finanziari di diverse banche nel mondo, e ancora in corso le indagini sull'indice europeo Euribor, l'Esecutivo comunitario propone di trattare la manipolazione dei tassi di riferimento come illecito penale, da sanzionare secondo la legislazione dei diversi Stati. Il testo è attualmente in discussione con Parlamento e Consiglio, ma Barnier conta anche sulla forte determinazione di Strasburgo a approvare le norme entro la fine dell'anno. La presidente della Commissione economia dell'Europarlamento, la liberale Sharon Bowles, ha anche in mente il tipo di sanzione, la «divisione dei grandi istituti bancari» colpevoli per la manipolazione degli indici, qualcosa «che vada oltre» la già discussa separazione tra banche d'affari e di investimento, non solo perché alcune «banche sono diventate troppo grandi per fallire, ma sono troppo grandi anche per essere gestite e controllate». Comunque «è una decisione urgente», ha scandito Barnier, che ha fatto riferimento anche a una forte «supervisione pubblica» per controllare gli indici, non specificando cosa abbia in mente. Banca centrale europea, il Consiglio per la stabilità finanziaria e la Iosco (l'organizzazione che raggruppa le principali Autorità di controllo delle Borse di tutto il mondo) stanno esaminando la questione, ma chiarisce una nota della Commissione «tutte le opzioni sono sul tavolo» ed eventuali decisioni su una «procedura trasparente» di elaborazione degli indici verranno prese «di concerto con i partner internazionali».

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