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Valorizzazione aree agricole: Un tetto alle costruzioni

del 25/07/2012
di: di Giusy Pascucci
Valorizzazione aree agricole: Un tetto alle costruzioni
Determinazione dell'estensione massima di superficie agricola edificabile nazionale e ripartizione da parte delle regioni della superficie agricola tra i diversi comuni. Divieto di cambio di destinazione d'uso per dieci anni per i terreni che ricevono aiuti di stato e comunitari. Incentivi e priorità nell'accesso ai finanziamenti statali e regionali in materia edilizia, ai Comuni e alle Province che recuperano i nuclei abitativi rurali. Istituzione di un Comitato di monitoraggio per controllare il consumo di superficie agricola sul territorio nazionale e il mutamento di destinazione d'uso dei terreni agricoli e istituzione, presso il Mipaaf, di un registro degli enti locali in cui sono indicati, su richiesta, i Comuni che hanno adottato strumenti urbanistici in cui non è previsto nessun ampliamento delle aree edificabili. Abrogazione della norma che consente agli enti locali di utilizzare una quota dei proventi dei titoli edili per il finanziamento delle spese correnti. È quanto prevede il disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del suolo presentato ieri, presso la biblioteca della Camera dei deputati, dal ministro alle politiche agricole Mario Catania. Sei articoli per mettere un freno alla cementificazione che, dagli anni 70 ad oggi, ha determinato un crollo della Sau (superficie agricola utilizzata) del 28%. «Ogni giorno 100 ettari di terreno vanno persi, negli ultimi 40 anni parliamo di una superficie di circa 5 milioni», ha ribadito Catania. «Siamo passati da un totale di aree coltivate di 18 milioni di ettari a meno di 13. Il consumo del suolo nel nostro Paese deve essere una priorità da affrontare e contrastare. Dobbiamo invertire la rotta di un trend gravissimo che richiede un intervento in tempi rapidi. Serve una battaglia di civiltà per rimettere l'agricoltura al centro di quel modello di sviluppo che vogliamo dare al nostro paese».

Il dl prevede che sia un decreto del ministro delle politiche agricole, adottato d'intesa con i ministri dell'ambiente e delle infrastrutture, a determinare l'estensione massima di superficie agricola edificabile sul territorio nazionale. Sarà necessario tenere conto dell'estensione e della localizzazione dei terreni agricoli rispetto alle aree urbane, dell'esistenza di edifici inutilizzati nonché dell'esigenza di realizzare infrastrutture e opere pubbliche e di ampliare quelle esistenti invece che costruirne di nuove. Il decreto, che verrà aggiornato ogni 10 anni, dovrà essere emanato entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge, sentito il Comitato interministeriale creato ad hoc per monitorare il consumo del suolo. Un atto della conferenza delle Regioni e delle Province autonome ripartirà la superficie agricola tra le diverse regioni entro 180 giorni dall'adozione del decreto interministeriale. Scaduto il termine la determinazione delle aree edificabili sul territorio regionale sarà comunque effettuata da un decreto del presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro alle politiche agricole sentito il Comitato interministeriale e acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome. Le regioni stabiliranno poi l'estensione dei terreni ripartendola tra i Comuni, anche in base alla popolazione. Il comitato per il monitoraggio del consumo del suolo, istituito sempre con decreto interministeriale, ogni anno entro il 31 dicembre, dovrà realizzare un rapporto che il ministro presenterà in Parlamento entro il 31 marzo successivo. All'interno del comitato, la cui partecipazione è a titolo gratuito e non comporta l'attribuzione di nessuna indennità neanche a titolo di rimborso spese, saranno rappresentati il Mipaaf (3 rappresentanti) il Ministero dell'ambiente (2), il Ministero delle infrastrutture (2) e l'Istituto nazionale di statistica (2), mentre 5 esponenti saranno designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome. È inoltre stabilito che per dieci anni i terreni agricoli che ricevono aiuti di stato non potranno cambiare la loro destinazione d'uso. Negli atti di compravendita il vincolo sarà espressamente richiamato e, nel caso di violazione, al proprietario sarà comminata una sanzione amministrativa da 5 mila a 50 mila euro e la sanzione accessoria della demolizione delle opere eventualmente costruite.

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