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Compagnie di charter: Mette le ali l'esenzione Iva

del 25/07/2012
di: di Franco Ricca
Compagnie di charter: Mette le ali l'esenzione Iva
Esenzione Iva a maglie larghe per il trasporto aereo internazionale. Il trattamento di non imponibilità, previsto per le cessioni di aerei utilizzati dai vettori che effettuano prevalentemente il trasporto internazionale a pagamento, non vale solo per i voli di linea, ma anche per le compagnie di charter. Il trattamento è inoltre applicabile anche se non è l'acquirente del velivolo a svolgere la predetta attività, ma l'impresa che lo destina allo svolgimento di tale attività utilizzando, per esempio, in base a un contratto di leasing. È irrilevante, poi, la circostanza che a servirsi dell'aereo sia soprattutto la persona fisica titolare delle azioni della società proprietaria del mezzo, salvo che ricorrano situazioni di abuso.

Questi gli interessanti principi statuiti dalla Corte di giustizia Ue nella sentenza del 19 luglio 2012, causa C-33/11, concernente la corretta interpretazione dell'art. 15, n. 6, della sesta direttiva (ora art 148 della direttiva 112 del 2006), che esenta dall'Iva, con diritto alla detrazione dell'imposta «a monte», la cessione, trasformazione, riparazione, manutenzione, noleggio e locazione di aeromobili usati da compagnie di navigazione aerea che praticano essenzialmente il trasporto internazionale a pagamento, nonché la fornitura, locazione, riparazione e manutenzione degli oggetti in esse incorporati o da esse usati.

La previsione, nell'ordinamento italiano, trova riscontro nell'art. 8-bis, primo comma, lett. c) del dpr 633/72, che dichiara non imponibili le cessioni di aeromobili destinati a imprese di navigazione che effettuano prevalentemente trasporti internazionali.

Chiamata a pronunciarsi sulle questioni sollevate dai giudici finlandesi, la Corte di giustizia ha anzitutto osservato che, sia sul piano letterale che sotto il profilo del contesto e degli scopi della disposizione, anche alla luce del principio di neutralità, non vi è ragione di distinguere il trasporto aereo internazionale mediante voli di linea o voli charter.

I servizi di trasporto offerti da operatori che praticano essenzialmente voli internazionali, tanto di linea quanto a noleggio, costituiscono servizi analoghi e in concorrenza tra loro, per cui una differenza di trattamento circa l'esenzione dall'imposta delle cessioni di aeromobili destinati a tali operatori comporterebbe rischi di distorsione della concorrenza.

In ordine alla questione volta a chiarire se l'esenzione possa applicarsi alla cessione dell'aereo nei confronti dell'operatore che non svolge direttamente l'attività di trasporto internazionale, la Corte rileva che la maggior parte delle versioni linguistiche della disposizione si riferisce alle cessioni di aeromobili «usati da» un operatore che svolge tale attività. La norma, quindi, valorizza non l'identità del beneficiario della cessione o del proprietario dell'aeromobile, bensì la circostanza che questo sia usato da una compagnia che pratichi essenzialmente il trasporto internazionale a pagamento. Pertanto non si può escludere dall'ambito di applicazione dell'esenzione la cessione di aeromobili a un operatore che li acquista esclusivamente in vista del loro uso da parte di una compagnia, per esempio nell'ambito di un'operazione di leasing.

Infine, la Corte ha ritenuto irrilevante la circostanza che il principale utilizzatore dell'aeromobile sia la persona fisica unico azionista della società proprietaria, purché il velivolo sia utilizzato economicamente dalla compagnia aerea nell'ambito di un trasporto internazionale.

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