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Evasione: Il maximutuo fa la spia per il fisco

del 24/07/2012
di: di Valerio Stroppa
Evasione: Il maximutuo fa la spia per il fisco
Il mutuo di importo notevolmente superiore al valore dell'immobile dichiarato nel rogito è prova di evasione. Se il venditore non riesce a dimostrare «possibili e comprovate motivazioni a giustificazione di tali disarmonie» queste ultime costituiscono presunzioni gravi, precise e concordanti, tali da sorreggere la tesi del Fisco secondo cui parte del prezzo è stato pagato in nero. È quanto afferma la Ctp di Reggio Emilia con la sentenza n. 44/4/12, che respinge il ricorso di un'impresa di costruzioni. L'azienda edile ricorreva contro un accertamento da 113 mila euro emesso dalla Direzione provinciale reggiana dell'Agenzia delle entrate. La rettifica Iva, Ires e Irap si basava sul fatto che parte dei corrispettivi pattuiti con gli acquirenti per la cessione di alcune unità immobiliari fosse stata occultata: ciò in quanto i valori indicati negli atti pubblici di vendita, nei preliminari e nelle pratiche di mutuo istruite dalle banche presentavano «rilevanti diversità». Per l'Agenzia le presunzioni di maggiori ricavi erano «oltre che gravi, precise e concordanti sostenute dallo scambio di assegni circolari tra le parti», dei quali veniva prodotta copia.

Secondo la commissione, i motivi del ricorso sono infondati nel merito. I disallineamenti tra i prezzi di vendita indicati in atto e gli importi dei mutui erogati presentano infatti i connotati di precisione, gravità e concordanza necessari per procedere all'accertamento induttivo, in quanto «univocamente valorizzabili, secondo la comune esperienza, a comprovare che vi sia stato un incasso di corrispettivi in nero», si legge nella sentenza. Per smontare tale accusa, la società avrebbe dovuto fornire motivazioni più concrete: «Per esempio è notorio che all'epoca dei fatti dedotti gli istituti bancari erano maggiormente disponibili a erogare mutui», spiega la Ctp, «per cui, molte volte, le parti contraenti erano invitate a stipulare preliminari con corrispettivi maggiori per giustificare l'erogazione di mutui maggiori, la cui provvista poi veniva utilizzata per altri usi». In assenza di plausibili giustificazioni, però, il ricorso viene rigettato e la società edile condannata anche a pagare 3.500 euro di spese di lite.

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