Consulenza o Preventivo Gratuito

Provvedimento: Spending review blindata

del 21/07/2012
di: Pagina a cura di Simona D'Alessio
Provvedimento: Spending review blindata
Viaggia verso l'approvazione (con voto di fiducia) il decreto sulla «spending review», contenente la norma che impone alle casse di previdenza dei professionisti di ridurre i costi del 5-10%, per versare il ricavato nelle casse dello stato, ai fini del risanamento di bilancio (si veda ItaliaOggi di ieri). «Sul provvedimento governativo gravano oltre 1.900 emendamenti, e non si sono levate finora fra i colleghi senatori voci contrarie al capitolo sugli enti privatizzati. Non credo, perciò, ci sia da aspettarsi alcuna modifica», racconta Gilberto Pichetto Fratin (Pdl), uno dei relatori (l'altro è Paolo Giaretta del Pd) del testo all'esame della commissione bilancio di palazzo Madama. Nel frattempo, il mondo degli istituti pensionistici della varie categorie professionali si scaglia duramente contro una decisione considerata profondamente iniqua, perché mina i principi di autonomia sanciti dai dlgs 509/1994 e 103/1996. «Ridurre le spese è una missione che stiamo conducendo tutti da molto tempo, e lo si può verificare dai nostri bilanci, che sono pubblici. Invece, questa decisa dall'esecutivo è una vera e propria patrimoniale, mascherata dietro le esigenze di contenimento delle uscite», si sfoga Alberto Bagnoli, presidente di cassa forense, convinto che la misura si fondi «sull'equivoco della nostra inclusione nell'elenco Istat, perché è da lì che si origina il fondamento normativo con cui si prevede il prelevamento delle nostre risorse per darle all'erario». Secondo il vertice dell'ente degli avvocati, comunque, «esistono fondati dubbi di costituzionalità su tale norma. E se non sarà rivista o, meglio ancora, soppressa in sede di conversione del decreto, solleveremo la questione nelle sedi competenti».

L'elemento «grave» dell'iniziativa, s'inserisce Walter Anedda, al vertice dell'ente dei dottori commercialisti, «è che venga imposto dall'esterno a soggetti con autonomia gestionale un percorso finalizzato al contenimento di specifiche spese (dal noleggio delle auto, ai contratti telefonici ecc.)» per dare una sforbiciata alle uscite. «Innanzitutto, noi non regaliamo soldi a nessuno, né elargiamo prebende a chicchessia, ma è addirittura paradossale che il risparmio richiestoci, anziché rientrare nella disponibilità della cassa, debba essere rigirato allo stato. Preferirei», incalza, «contribuire direttamente con una tassa una tantum, piuttosto che subire questo obbligo». Inoltre, sottolinea Paolo Saltarelli, alla presidenza dei ragionieri, «noi ci garantiamo l'autofinanziamento, perciò non può esserci calata dall'alto l'esigenza di fare economia». La «spending review», prosegue, «è un'operazione di buonsenso. Chi può dirsi contrario a tagliare gli sprechi? Ma non è certo così che meritiamo di essere trattati». Sulla stessa linea si colloca, infine, Andrea Pastore, già vicepresidente vicario dell'Adepp (l'associazione che riunisce 20 istituti): «Un conto è il tema legittimo dell'oculatezza delle gestioni previdenziali, un altro», conclude, «è la palese violazione dell'autonomia delle casse».

vota