Consulenza o Preventivo Gratuito

Nuova proroga: Variazioni di categoria, si riparte

del 21/07/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Nuova proroga: Variazioni di categoria, si riparte
Edifici rurali, riparte l'operazione «variazione di categoria». È il comma 19, dell'articolo 13, del dl n. 95/2012 che ha disposto l'ulteriore proroga dell'operazione al 1° ottobre prossimo (il 30 settembre, cade di domenica), rispetto al precedente termine indicato dal comma 8, dell'art. 29, del decreto legge n. 216/2011. Questo decreto fermo restando il classamento originario degli immobili rurali a uso abitativo, fa salvi gli effetti delle domande presentate a partire dal 21/9/2011 (il decreto del Mineconomia è del 14/9/2011), nonostante la pregressa disciplina sia stata abrogata con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201.

Come anticipato (ItaliaOggi, 28/6/2012 e 7/7/2012), il decreto legge sulla «spending review» ha riaperto i termini per procedere alla presentazione delle domande necessarie per ottenere l'iscrizione in «A/6» dei fabbricati rurali abitativi, di cui al comma 3, dell'art. 9, dl n. 557/1993 e in «D/10» dei fabbricati rurali strumentali, di cui al comma 3-bis del medesimo articolo.

Tale riapertura non ha niente a che fare con il pagamento della nuova Imposta municipale (Imu), per la quale è stata stabilita dal legislatore tributario un'altra data necessaria all'accatastamento dei fabbricati rurali ancora censiti, legittimamente, nel catasto terreni e che devono essere iscritti al catasto urbano entro il termine del prossimo 30/11/2012; infatti, detta scadenza non sarà ulteriormente prorogata stante la necessità di eseguire il pagamento Imu entro il termine del successivo 17 dicembre.

La proroga in commento, invece, si rende utile per regolarizzare la posizione dei fabbricati rurali ai fini dell'Imposta comunale sugli immobili (Ici) per i periodi pregressi ancora accertabili, nella considerazione che dopo le numerose sentenze della Suprema corte (su tutte la n. 18565/2009), lo stesso legislatore ha richiesto l'accatastamento in categorie specifiche.

Sul punto due importanti considerazioni: la prima relativa all'opportunità di eseguire la variazione, a cura dei proprietari o titolari di diritti reali sugli immobili iscritti nel catasto urbano ma in categorie diverse rispetto a quelle richieste («A/6» e «D/10»), al fine di sancire definitivamente la «ruralità» della costruzione, in ossequio a quanto prescritto dagli abrogati commi 2-bis e seguenti, dell'art. 7, dl n. 70/2011) e, di conseguenza, al fine di limitare i recuperi coattivi del tributo Ici e la seconda relativa al fatto che tale variazione non impatta assolutamente sull'Imu, giacché la ruralità si acquisisce a prescindere (circolare n. 3/DF/2012 § 7.3).

Inoltre è opportuno evidenziare che gli enti locali potranno accertare l'imposta comunale sugli immobili iscritti al catasto urbano in categorie diverse a quelle appena indicate, come richieste dalla Suprema corte di cassazione, nonostante quanto affermato da una recente, ma non condivisibile, sentenza di una commissione regionale (Ctr Lombardia, sentenza n. 77/01/12).

In pratica, i proprietari e i titolari i diritti reali dovranno procedere con modalità differenziate, a seconda che si tratti di immobili censiti al catasto terreni o di immobili censiti al catasto urbano ma in categorie diverse dalla categoria «A/6» e «D/10»; nel primo caso, dovranno rispettare il termine del 30/11/2012 e, entro detto termine, dovranno presentare la domanda attraverso la procedura ordinaria (Docfa) mentre, nel secondo caso, dovranno presentare la richiesta di variazione, anche on line, seguendo la procedura indicata dal provvedimento del ministro dell'economia e delle finanze del 14 settembre 2011 e le ulteriori prescrizioni indicate nella circolare n. 6/T/2011 e nel comunicato stampa del 21 settembre 2011.

vota