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Fallimento: Non travolge gli immobili sede dell'impresa

del 21/07/2012
di: La Redazione
Fallimento: Non travolge gli immobili sede dell'impresa
Il fallimento non travolge le vendite e i preliminari di vendita trascritti di immobili aziendali sede dell'impresa. Questa la novità più importante in materia di procedure concorsuali apportata dagli emendamenti al decreto 83/2012, che introducono anche alcune barriere formali all'istanza di concordato preventivo semplificato: bisogna depositare gli ultimi tre bilanci (così si allontana chi, non avendo i requisiti, vuole indebitamente lucrare il congelamento dei debiti connesso alla procedura).

REVOCATORIA FALLIMENTARE - Sono dichiarati non revocabili (e quindi il fallimento non li travolge) le vendite ed i preliminari di vendita trascritti, conclusi a giusto prezzo ed aventi ad oggetto immobili ad uso non abitativo destinati a costituire la sede principale dell'attività d'impresa dell'acquirente, purché alla data di dichiarazione di fallimento tale attività sia effettivamente esercitata ovvero siano stati compiuti investimenti per darvi inizio. Questi contratti sono anche esclusi dalla sospensione per effetto del fallimento (art. 72 legge fallimentare). Si interviene, poi, sui termini per l'esercizio della revocatoria: nel caso di susseguirsi di procedure, concordato preventivo-fallimento, i periodi per l'esercizio delle azioni di inefficacia e revocatorie sono computati a decorrere dalla data di pubblicazione della domanda di concordato.

CONCORDATO - Cambia le formalità della domanda di concordata anticipata senza allegazione di documenti. Per evitare strumentalizzazioni: la presentazione dell'istanza blocca le azioni individuali e alza uno scudo contro i creditori. L'imprenditore deve depositare, unitamente al ricorso, i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi: così il tribunale può valutare almeno la sussistenza dei presupposti dimensionali di fallibilità dell'impresa. Sempre per evitare speculazioni si propone che il tribunale disponga per l'adempimento di obblighi informativi periodici a carico del debitore proponente in via semplificata, obblighi riguardanti anche la gestione finanziaria dell'impresa ed imposti sino alla scadenza del termine fissato per l'integrazione della documentazione. Se l'imprenditore non adempie, allora, la domanda di concordato diventa inammissibile e si apre il rischio del fallimento. Infine si prevede l' inammissibilità del ricorso in via semplificata del concordato se il debitore vi abbia già fatto ricorso nei due anni anteriori. Altra modifica è in tema di adesioni al concordato. In particolare si prevede che se i creditori non votano o non fanno pervenire il proprio dissenso per telegramma o per lettera o per tele fax o per posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale, si ritengono consenzienti. Viene, inoltre, proposto di regolare l'ipotesi che mutino le condizioni di fattibilità del piano oggetto di omologazione: viene consentito ai creditori, avvisati del mutamento dal commissario, di modificare il loro voto costituendosi nel giudizio di omologazione. Per favorire la continuità aziendale si prevede l'estensione della esenzione dai reati di bancarotta anche ai pagamenti e alle operazioni di finanziamento autorizzati dal giudice nei procedimenti di concordato con continuità aziendale e ristrutturazione dei debiti.

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