Consulenza o Preventivo Gratuito

Commissione tributaria: Tassa rifiuti anche sull'acqua

del 20/07/2012
di: di Sergio Trovato
Commissione tributaria: Tassa rifiuti anche sull'acqua
Gli specchi acquei sono soggetti al pagamento della Tarsu limitatamente alla superficie che è destinata a ormeggio delle imbarcazioni. È invece esclusa la parte residua che forma oggetto della concessione da parte del Comune che è adibita a manovra dei mezzi nautici. Lo ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Livorno, seconda sezione, con la sentenza 115 dell'11 maggio 2012.

Per il giudice tributario, «la tassazione deve essere limitata alle superfici occupate dai natanti». In realtà, però, al di là del fatto che si tratti di un porto turistico o di uno spazio riservato ad attività sportive, gli specchi acquei sono superfici scoperte soggette a tassazione. Si considerano aree scoperte tutte le estensioni spaziali utilizzate da una comunità umana, a prescindere dal supporto solido o liquido di cui la superficie è composta e del mezzo terrestre o navale di cui ci si avvale per effettuare l'occupazione (Cassazione, sentenza 3829/2009).

Del resto, il presupposto della tassa è l'occupazione o detenzione di locali e aree scoperte a qualsiasi uso adibiti. Il tributo è dovuto anche nel caso in cui non vi sia presenza umana costante ma sporadica. Peraltro, la legge non esclude dall'assoggettamento a tassazione neppure le aree a verde. L'articolo 62 del decreto legislativo 507/1993 dispone che non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell'anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione. Tra i locali e le aree che non possono produrre rifiuti per la natura delle loro superfici rientrano quelli situati in luoghi impraticabili, interclusi o in stato di abbandono. La legge prevede una presunzione relativa di produzione dei rifiuti che ammette la prova contraria. La sussistenza delle condizioni obiettive che fanno venir meno la presunzione di legge della potenziale produzione di rifiuti devono essere provate dal contribuente e riscontrabili da parte dell'amministrazione. A carico del cittadino sussiste quindi l'obbligo del pagamento del tributo, che è dovuto a prescindere dal fatto che utilizzi il servizio fornito dall'ente. Semmai, le amministrazioni possono fare ricorso a misure di temperamento dell'imposizione per situazioni che possono comportare una minore utilizzazione del servizio come, per esempio, nel caso dell'uso stagionale. Situazioni che danno luogo a una riduzione percentuale, espressamente prevista, della tariffa, ma non a un totale esonero dal pagamento.

vota