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Fisco: Perdite su crediti Ires, non si nega il recupero

del 19/07/2012
di: Debora Alberici
Fisco: Perdite su crediti Ires, non si nega il recupero
Il fisco non può negare il recupero dell'Ires per le perdite su crediti se alla società debitrice della contribuente sono stati revocati i finanziamenti bancari. Questo è già un dato della sicura insolvenza dell'impresa che legittima il beneficio fiscale. È quanto affermato dalla Suprema corte di cassazione che, con la sentenza numero 12431 del 18 luglio 2012, ha accolto il ricorso di una srl. In particolare la vicenda riguarda una piccola azienda italiana che aveva prestato dei servizi a una grande impresa tedesca. Questa, però, non aveva pagato. Ecco perché la prima aveva dedotto l'Ires sulle cosiddette perdite su crediti. Ma il fisco aveva notificato un accertamento per il recupero dell'imposta sostenendo che, in mancanza di un fallimento, il fatto che la debitrice avesse cessato i rapporti con la banca era insufficiente a dimostrate lo stato di insolvenza. Contro la decisione la società italiana ha presentato ricorso alla Ctp che lo ha respinto. La decisione è stato poi confermata dalla Ctr di Venezia. Ora la sezione tributaria del Palazzaccio ha completamente ribaltato le sorti della vicenda. Ad avviso del Collegio di legittimità, infatti, la motivazione dei giudici di merito appare «carente sotto il profilo, essenziale al fine del decidere, della ritenuta equivocità degli elementi sicuramente pervenuti a conoscenza della società ricorrente nel 2004, del tutto non spiegata». In effetti, «anche a volere attribuire peso non decisivo alle informative del 2004 che non solo attestavano la gravità della crisi della società tedesca, ma che determinavano la sospensione dei rapporto economici tra le due società, fatto obiettivo che presuppone la insolvibilità, almeno temporanea, della società collegata, appare arduo negare tale valore alla revoca degli affidamenti e dei finanziamenti da parte delle banche, che secondo le leggi di mercato rende chiaro, «erga omnes» che la società non è in grado di fare fronte ai propri impegni finanziari, e quindi anche a quelli di cui si discute». Ora la causa dovrà essere completamente riconsiderata dalla commissione tributaria regionale veneta che dovrà decidere sulla base del principio espresso in sede di legittimità.

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