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Gianfranco Polillo: Stop ai ponti, anomalia italiana

del 18/07/2012
di: Francesco Cerisano
Gianfranco Polillo: Stop ai ponti, anomalia italiana
Stop ai ponti, una «anomalia tutta italiana» che va abolita per mettere l'Italia al passo con l'Europa. Per questo le festività dei santi patroni (si salva solo la ricorrenza di San Pietro e Paolo elevata al rango di festa concordataria), quando cadono di venerdì o lunedì, dovranno essere posticipate o anticipate al sabato o alla domenica per evitare un surplus di ferie che in questo momento di crisi il nostro paese non può permettersi. L'idea non è nuova. L'avevano proposta timidamente Giulio Tremonti e Renato Brunetta nella manovra correttiva di Ferragosto 2011, ma scoppiarono subito polemiche e non se ne fece più nulla. Ora il governo Monti torna all'attacco. «Con più convinzione e in uno scenario economico che impone interventi più risolutivi», precisa a ItaliaOggi il sottosegretario all'economia, Gianfranco Polillo. Che rivendica, anche con una punta d'orgoglio, il ruolo di «agitatore» del tema su cui già si stanno confrontando i tecnici dei quattro ministeri interessati: sviluppo economico, economia, lavoro e funzione pubblica.

Domanda: Sottosegretario, a un anno di distanza dal tentativo del governo Berlusconi torna, puntuale come un orologio svizzero, il tema della riduzione delle festività. Nella vostra proposta c'è più continuità o discontinuità rispetto al passato?

Risposta. Discontinuità. Rispetto a un anno fa il clima è diverso. Il governo Berlusconi provò a sollevare il dibattito attorno a una misura del genere che per forza di cose divide l'opinione pubblica. Ma poi non se ne fece più nulla (il dpcm che avrebbe dovuto individuare le festività da sopprimere non è stato mai approvato ndr). Oggi la crisi è diventata insostenibile e aumentare la produttività è un imperativo.

D. In Italia si lavora troppo poco?

R. Sì, il tempo di lavoro in Italia è troppo basso rispetto agli standard internazionali. Per fronteggiare la crisi dobbiamo intervenire non sulla domanda, ma sull'offerta, aumentare il potenziale produttivo, l'input di lavoro e dunque il margine operativo lordo delle imprese. È così che si mette in moto un meccanismo di produzione di ricchezza. Prendiamo l'esempio di Alenia. Ha siglato con i sindacati un accordo per sette turni alla settimana in modo da utilizzare a pieno regime gli impianti.

D. Insomma, il problema è più complesso per ridurlo solo a una questione di «ponti» e santi patroni…

R. Ma anche i ponti sono un'anomalia tutta italiana di cui dobbiamo liberarci. Nel resto d'Europa non esistono. E lo stesso deve accadere in Italia. Le festività dei santi patroni quando cadono di venerdì o lunedì devono coincidere col sabato o con la domenica per scongiurare un surplus di vacanze.

D. A che punto è la discussione nel governo?

R. Siamo in una fase prodromica, di analisi del fenomeno. Quale sarà poi tecnicamente la forma di un eventuale provvedimento sulle festività è ancora tutto da decidere.

D. C'è chi ha parlato di un emendamento alla spending review. Lo conferma?

R. È troppo presto per parlare del contenitore normativo. La discussione sul tema deve andare avanti e di sicuro come un anno fa ci saranno nuovamente polemiche. Sono contento di esserne stato l'agitatore.

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