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Accertamenti fiscali: Unghie spuntate per le Dre

del 18/07/2012
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Accertamenti fiscali: Unghie spuntate per le Dre
L'accertamento fondato sulle risultanze di un processo verbale di constatazione della Direzione regionale delle Entrate, nel periodo compreso dall'aprile 2001 fino a tutto il 2008, è illegittimo; in questo periodo tale organo è carente del potere di verifica e l'illegittimità può essere rilevata, anche d'ufficio, in ogni stato e grado di giudizio. Il dl n. 185/2008 ha poi concesso normativamente dal 2009 la possibilità alle Direzioni regionali di eseguire le verifiche nei confronti dei grandi contribuenti (con ricavi superiori a 100 milioni di euro).

Lo stabilisce la sezione ventiduesima della Commissione tributaria regionale del Lazio nella sentenza n. 140/22/12, depositata in segreteria il 29 maggio scorso. La sentenza in commento, invero, riprende le argomentazioni già espresse dalla Ctr della Puglia nella sentenza n. 132/6/09, dalla Ctp di Milano nella sentenza n. 9/2/11 nonché dalla Ctp di Roma nella sentenza n. 127/46/12 aggiungendo, tuttavia, che tale illegittimità può essere rilevata d'ufficio, e quindi in ogni stato e grado del giudizio, e inserendo ulteriori elementi a quanto stabilito in precedenza. Sino ad ora, infatti, le Commissioni di merito avevano negato il potere di verifica alle Direzioni regionali in quanto disposto da regolamenti di amministrazione e non da una legge speciale (come previsto dall'articolo 14, secondo comma, della Costituzione); nella sentenza in commento, il Collegio regionale capitolino si spinge oltre e definisce i compiti attribuiti alle Direzioni regionali nell'ambito dell'accertamento, così come stabilito nei regolamenti di amministrazione dell'amministrazione finanziaria. L'origine della controversia nasce dall'abrogazione dell'articolo 62-sexties del dl n. 331/93 (che attribuiva il potere di controllo, ispezione e verifica alle Direzioni regionali) ad opera dell'articolo 23, comma 1, lettera pp, del dpr n. 107/2001; la società ricorrente, infatti, sia pure con una memoria aggiuntiva, aveva eccepito l'illegittimità della constatazione eseguita nell'anno 2004 dai funzionari della Direzione regionale, organo a cui il dl 185/2008 aveva concesso tale potere solo nei confronti dei grandi contribuenti a partire dal 1 gennaio 2009. I giudici regionali capitolini, replicando alla difesa erariale, osservano che l'articolo 62, comma 1, del dlgs n. 300/99 non consente di affermare che alle Direzioni regionali spetti il compito di effettuare ispezioni e verifiche; mentre l'articolo 4, comma 3, del regolamento di amministrazione (il quale prevede che la Direzione regionale svolge una attività operativa sulla gestione dell'accertamento) «vada letto e interpretato anche in funzione degli articoli 2 e 5 dello stesso regolamento». Il Collegio prosegue osservando come il menzionato articolo 5, al primo comma disponga testualmente che «le funzioni operative dell'Agenzia sono svolte da uffici locali di livello dirigenziale. Essi curano, in particolare, l'attività di informazione ed assistenza ai contribuenti, la gestione dei tributi, l'accertamento, la riscossione e la trattazione del contenzioso» e quindi, osserva il collegio, «appare quanto mai opportuno chiarire che, allorché si parli delle attribuzioni-poteri-compiti degli uffici, i termini “funzioni” e “attività” non possono essere considerati sinonimi. La distinzione tra funzioni e attività non abbisogna di ulteriori interpretazioni: l'attività si svolge nell'ambito delle funzioni attribuite... In altri termini, la Direzione regionale svolge, ai sensi del citato comma 3° dell'articolo 4, una attività operativa sulla gestione dell'accertamento e non la funzione che è propria degli uffici». Il collegio regionale romano prosegue facendo osservare come, tra le attività operative sia stata inserita la riscossione, ma questo non significa che le Direzioni regionali possano sostituirsi agli agenti della riscossione nelle loro specifiche funzioni; conclude, poi, affermando che le stesse Direzioni regionali possono sostituirsi alle Agenzie solo in caso di inerzia di quest'ultime, così come previsto dall'articolo 11 dello statuto dell'Agenzia delle entrate.

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