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Parcheggio all'aeroporto, un'Iva unica

del 17/07/2012
di: Franco Ricca
Parcheggio all'aeroporto, un'Iva unica
Il servizio di parcheggio dell'autovettura nei pressi dell'aeroporto, con trasferimento del viaggiatore al terminal, dietro pagamento di un corrispettivo unico commisurato alla durata della sosta costituisce una unica prestazione complessa agli effetti dell'Iva, nella quale è predominante il parcheggio. Lo ha stabilito la Corte di giustizia con un'ordinanza pubblicata sulla Guue del 14 aprile 2012. Il procedimento pregiudiziale (C-117/11) era stato promosso dai giudici del Regno Unito in relazione a una controversia fiscale scaturita dalla domanda con la quale due società avevano chiesto il rimborso dell'Iva che assumevano di avere indebitamente corrisposto su servizi di trasporto di persone esenti. Le società gestiscono diversi parcheggi che si trovano nei pressi di vari aeroporti nazionali, in aree recintate e sottoposte a sorveglianza continua. I clienti consegnano l'autovettura a un addetto, che provvede a parcheggiarla, e vengono poi accompagnati, con mezzi delle società, al terminal; al ritorno, vengono prelevati dal terminal con gli stessi mezzi e riportati nel parcheggio, dove ritirano l'auto pagando un corrispettivo calcolato in base alla tariffa giornaliera per la durata della sosta, comprensivo del trasferimento al terminal e indipendente dal numero dei viaggiatori. Fino al 2006 le società avevano pagato l'Iva sui propri servizi, ma successivamente hanno ritenuto che le prestazioni di trasporto non dovessero assoggettarsi all'imposta, per cui hanno chiesto il rimborso. L'amministrazione finanziaria respingeva però le richieste, sostenendo che i servizi di parcheggio e di trasporto costituivano un'unica prestazione di servizi imponibile. Ne scaturiva una controversia che il giudice nazionale ha deciso di sospendere sollevando alcune questioni interpretative della direttiva Iva davanti alla corte di giustizia Ue. La Corte, ritenuto che la soluzione delle questioni possa essere chiaramente desunta dalla giurisprudenza, si è pronunciata con ordinanza del 19 gennaio 2012, osservando in primo luogo che, ai fini Iva, ciascuna prestazione deve essere considerata di regola come autonoma e indipendente; tuttavia, una transazione unica dal punto di vista economico non deve essere artificiosamente divisa.

In determinate circostanze, inoltre, i vari servizi formalmente distinti, che potrebbero essere resi autonomamente e quindi dare origine, separatamente, a imposizione o esenzione, devono essere considerati come un'unica operazione quando non sono indipendenti. Ciò si verifica quando uno o più elementi devono essere considerati come la prestazione principale, mentre altri devono essere considerati accessori, sottoposti come tali alla stessa disciplina della prestazione principale. In particolare, una prestazione deve essere considerata accessoria quando non costituisce per la clientela un fine a se stante, ma un mezzo per fruire nelle migliori condizioni del servizio principale reso dal prestatore. Vi è un'unica prestazione anche quando due o più elementi sono strettamente connessi da formare, oggettivamente, una sola prestazione economica indissociabile.

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