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Dichiarazione dei redditi: Unico senza sanzioni

del 17/07/2012
di: di Federico Gavioli
Dichiarazione dei redditi: Unico senza sanzioni
Il versamento a saldo e primo acconto delle imposte che derivano dalla dichiarazione dei redditi può essere effettuato dal contribuente con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo entro il trentesimo giorno successivo al termine previsto, senza il pagamento della sanzione; è l'orientamento della sentenza della Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia n. 38/2/2012 del 27 aprile scorso. Occorre, tuttavia, sottolineare che sull'argomento ci sono molte difficoltà interpretative: da una parte, infatti, l'Agenzia delle entrate se il contribuente non versa la somma, o la versa parzialmente, entro i trenta giorni successivi al termine di pagamento della dichiarazione dei redditi applica la sanzione del 30% sull'intero importo e non solo sulla parte non versata; dall'altra la giurisprudenza di merito ritiene che se il contribuente versa la somma dovuta entro i trenta giorni successivi la scadenza, debba «solamente» versare lo 0,40% in più a titolo di interesse corrispettivo. L'articolo 17, del dpr 435/2001, al comma 2, prevede che il versamento del primo acconto e del saldo delle imposte derivanti dalla dichiarazione può essere effettuato entro il trentesimo giorno successivo al termine previsto, maggiorando le somme dello 0,40%, a titolo di interesse corrispettivo. Il ricorso presso la Ctp scaturisce dall'impugnazione di una società della comunicazione di irregolarità dell'Agenzia delle entrate per un presunto tardivo versamento del primo acconto Ires effettuato con un ritardo di tre giorni, con applicazione della sanzione del 30%, sul totale complessivo dell'importo da versare.

La Ctp di Reggio Emilia rileva che la norma concede chiaramente un diritto al contribuente di poter versare entro i trenta giorni successivi la scadenza prevista le imposte corrispondendo i soli interessi e non anche le sanzioni; la possibilità di poter fruire di tale diritto non è sottoposta ad alcuna condizione se non di adempiere entro i trenta giorni successivi. A rafforzare tale interpretazione i giudici di prime cure osservano che va tenuto conto anche del comportamento del ministero , che non ha previsto uno specifico riferimento a un codice tributo per distinguere le somme da imputare al versamento rispetto a quelle cui imputare la maggiorazione del 0,40%.

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