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Politiche ad hoc per i senz'albo

del 05/02/2010
di: di Roberto Miliacca
Politiche ad hoc per i senz'albo
Per le professioni non regolamentate si apre la strada della formazione continua. E si riapre, anche se con un po' più di difficoltà, quella della riduzione della pressione contributiva sulla gestione separata Inps. Ieri il vicepresidente della commissione lavoro della camera, Giuliano Cazzola, intervendo a Roma al convegno organizzato da Uniprof, l'associazione delle professioni non regolamentate nata dall'unione di Cna e Assoprofessioni, ha annunciato un paio di interventi che potrebbero venire incontro alle richieste dei lavoratori autonomi non iscritti in ordini e che versano all'Inps. Il primo riguarda la formazione continua. Grazie a un emendamento che porta proprio la firma di Cazzola, approvato mercoledì in commissione lavoro alla Camera, al progetto di legge in materia di «Norme sul riconoscimento e sulla promozione del diritto alla formazione e allo sviluppo professionale», sono state estese anche ai professionisti senz'albo le stesse politiche attive previste per i soggetti titolari di rapporti di collaborazione iscritti alla gestione separata Inps. Il governo viene delegato ad avviare politiche per il riconoscimento professionale e la certificazione delle competenze acquisite, per i percorsi di orientamento professionale e per le offerte formative e di aggiornamento professionale dedicate e specifiche.

Cazzola ha aperto anche uno spiraglio sull'altro tema, fortemente segnalato sia dal presidente che dal segretario di Assoprof, Giorgio Berloffa e Sergio Gambini, cioè quello della revisione del sistema previdenzale. Che oggi si trovano nel grande calderone della gestione separata Inps, insieme a co.co.pro, pensionati-lavoratori, lavoratori con voucher eccetera, e versano quasi 10 punti di contribuzione in più rispetto ai professionisti iscritti alle casse. Assoprof sollecita la nascita di una gestione separata nella gestione separata e soprattutto una riduzione dell'aliquota contributiva. I questa direzione ci sono alcuni ddl bipartisan presentati alla camera e al senato, uno dei quali, presentato da Stefano Saglia e dallo stesso Cazzola, si è arenato perché il ministero dell'economia ha contestato la copertura finanziaria per la riduzione di 6 punti percentuali dell'aliquota. Cazzola ne propone quindi una nuova: ridurre solo progressivamente l'aliquota dal 26 al 20 e alzare quella, per esempio, di chi è già iscritto ad altra gestione o lavora pur essendo pensionato, che potrebbe passare dal 17 al 20%.

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