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Riforma: Sulle professioni riparte il dialogo

del 13/07/2012
di: di Simona D'Alessio
Riforma: Sulle professioni riparte il dialogo
In pieno fermento il cantiere della riforma delle professioni. Quarantotto ore dopo il pronunciamento sullo schema di decreto della presidenza della Repubblica da parte del Consiglio di stato (che esclude i senza albo dal testo, chiede ritocchi sulla formazione e indica che il tirocinio non può superare il tetto massimo dei 18 mesi, si veda ItaliaOggi dell'11/07/2012), il ministro della giustizia Paola Severino ha ricevuto i presidenti degli ordini e dei collegi professionali vigilati dal suo dicastero, ascoltando le loro posizioni e fissando «a breve» un nuovo incontro. Nel frattempo, il provvedimento, licenziato da palazzo Chigi lo scorso 15 giugno, è all'esame della II commissione di Montecitorio, che la prossima settimana avvierà un ciclo di audizioni. «Abbiamo chiesto di intervenire dinanzi ai parlamentari quanto prima, siamo comunque in costante contatto con i due relatori (Roberto Cassinelli del Pdl e Maria Grazia Siliquini di Pt, ndr). Quanto al dialogo con il Guardasigilli, le abbiamo ribadito che non ci è piaciuto apprendere delle norme varate dal governo dagli organi di stampa. E abbiamo elencato tutte le nostre perplessità» riferisce Marina Calderone, presidente del Cup, il Comitato unitario delle professioni. I nodi da sciogliere partono dalla questione della formazione, poiché viene consentito di incaricarsene «anche a non meglio definite associazioni professionali. Questa formulazione evasiva rischia di ampliare i soggetti deputati a gestire» i corsi, con il rischio di «penalizzare i giovani praticanti», precisa. Pollice verso, poi, alla previsione di un'attività formativa «da effettuare nell'arco di un semestre, che sembra garantire una migliore preparazione teorica» per chi si affaccia sul mercato, invece «si traduce nell'impoverimento dell'esperienza tecnico-professionale che si può maturare in un contesto lavorativo», ossia frequentando assiduamente lo studio.

A seguire, a Severino il vertice del Cup ha sollecitato un intervento sull'obbligo dell'assicurazione di responsabilità civile, visto che, in questa specifica materia, «la previsione delle associazioni tra professionisti come parti di convenzioni collettive si configura come un eccesso di delega». Urge, inoltre, rispetto allo schema di dpr, e in considerazione di quanto espresso dal Consiglio di stato, una migliore definizione delle «professioni regolamentate». Secondo Calderone, infatti, nel testo vengono identificate come «attività il cui esercizio è consentito a seguito di iscrizione in ordini, collegi, albi o registri ed elenchi tenuti da amministrazioni, o enti pubblici, allorché l'iscrizione è subordinata al possesso di qualifiche professionali o all'accertamento di specifiche professionalità»; va, pertanto, espunto il riferimento a registri ed elenchi comunque tenuti da amministrazioni o enti pubblici, trovando una nozione adeguata affinché «non vengano fatte rientrare in questo ambito anche le associazioni professionali».

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