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La legge sugli stadi procede in corsia veloce

del 13/07/2012
di: La Redazione
La legge sugli stadi procede in corsia veloce
La commissione cultura della camera dei deputati ha approvato in sede legislativa la nuova legge sugli stadi. Ora il testo passa al senato per la seconda lettura. Secondo Rocco Crimi, ex sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo sport, «la legge sarà in vigore entro l'anno». La nuova normativa punta a dare al paese uno strumento per dotarsi d'impianti sportivi moderni, efficienti, in linea con i migliori standard europei e ai club una legge che, attraverso investimenti privati, consenta di aumentare successivamente i ricavi migliorando i bilanci. Soddisfatto il ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, Piero Gnudi: «Questo importantissimo provvedimento di iniziativa parlamentare, che ha trovato il mio appoggio», ha dichiarato Gnudi. «consentirà di avviare a realizzazione nuovi impianti sia per il calcio che per altri sport, senza che ciò produca alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica». La legge prevede norme che semplificano gli iter burocratici per la costruzione degli impianti. Tra gli strumenti di semplificazione è previsto che la localizzazione delle aree individuate per le nuove strutture, supportata da uno studio di fattibilità, avvenga su iniziativa del soggetto proponente o del comune, mediante intesa tra le parti. Entro 90 giorni dalla presentazione del progetto definitivo, l'autorità comunale competente promuoverà una conferenza di servizi che deve concludersi entro sei mesi dalla presentazione del progetto definitivo. Qualora esso comporti variazione degli strumenti urbanistici comunali, l'adesione dell'autorità comunale competente dovrà essere ratificata entro 120 giorni dalla richiesta. Se l'area individuata è di proprietà del comune, l'autorità comunale potrà trasferire essa - o il relativo diritto di superficie - a titolo oneroso, al soggetto proponente, tramite assegnazione diretta. È per queste procedure semplificate che il via libera alla legge ha sortito l'effetto di dividere il Partito democratico tra entusiasti e critici. Tra i primi c'è Giovanni Lolli, per il quale la legge avvicina l'Italia agli standard europei e ha il pregio di tenere conto di tutti i vincoli ambientali e architettonici. Proprio questo rispetto delle regole è il vulnus che un altro democratico, il deputato ed ex assessore all'urbanistica di Roma, vede nella norma: «La legge», spiega Morassut, «fu a suo tempo inviata inspiegabilmente alla commissione sport e cultura come commissione di merito quando, per i suoi contenuti totalmente inerenti urbanistica, appalti, lavori pubblici e ambiente, avrebbe dovuto essere esaminata dalla commissione territorio e ambiente. Il provvedimento apre la strada a modalità di interventi di ristrutturazione degli impianti che produrranno nuove pesanti edificazioni nelle aree urbane con consistenti ulteriori consumi di suolo libero. L'intero costo degli interventi sarà pagato attraverso concessioni edificatorie aggiuntive ed espansive». Anche Roberto della Seta, Ecodem, giura battaglia: «La legge approvata rappresenta un via libera generalizzato alla realizzazione di nuovi impianti sportivi, ma anche all'edificazione di interi quartieri fuori dalle previsioni urbanistiche.
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