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Pmi, ok alla legge che delega ad alleggerire la burocrazia

del 12/07/2012
di: Marilisa Bombi
Pmi, ok alla legge che delega ad alleggerire la burocrazia
Non c'è alcuna illegittimità costituzionale per la legge che demanda a regolamenti governativi di delegificazione il compito di dettare una disciplina volta alla semplificazione e riduzione degli adempimenti amministrativi gravanti sulle piccole e medie imprese. Ciò in quanto è evidente che la competenza del governo all'adozione di tali regolamenti è limitata nelle sole materie di competenza statale esclusiva, senza quindi determinare alcuna lesione delle competenze regionali. La Consulta nella sentenza n. 179 di ieri, ha ricordato di aver già affermato il principio secondo il quale «alla fonte secondaria statale è inibita in radice la possibilità di vincolare l'esercizio della potestà legislativa regionale o di incidere su disposizioni regionali preesistenti (sentenza n. 22/2003) e neppure i principi di sussidiarietà e adeguatezza possono conferire ai regolamenti statali una capacità che è estranea al loro valore, quella cioè di modificare gli ordinamenti regionali a livello primario» (sentenza 303/2003). Una mezza vittoria delle regioni Emilia-Romagna e Valle d'Aosta che avevano denunciato l'illegittimità dell' art. 49, commi 4-quater e 4-quinquies, del dl n. 78/2010. Secondo le regioni, tali norme avrebbero violato l'art. 117, commi III, IV e VI, Cost. in quanto incidenti in ambiti materiali di competenza regionale. Nessun timore, quindi, di veder lesa la competenza regionale, perché nei regolamenti che il governo andrà ad emanare potranno essere individuati i soli casi nei quali l'attività delle imprese debba restare assoggettata agli adempimenti amministrativi, nel rispetto di criteri, stabiliti dalle stesse, in termini assolutamente generali, ad esempio, quello di eliminare le autorizzazioni, licenze, permessi ovvero dichiarazioni, attestazioni, certificazioni, comunque denominati, adempimenti amministrativi e procedure «non necessarie», con la conseguente abrogazione delle disposizioni che prevedano ulteriori adempimenti. Ove, tuttavia, osserva la Consulta, fossero adottati regolamenti invasivi della competenza regionale, residuale o concorrente, è avverso di essi che le Regioni ben potranno esperire gli ordinari rimedi giurisdizionali, nonché eventualmente il ricorso avanti alla Corte in sede di conflitto di attribuzione a tutela degli ambiti di competenza.

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