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Sussidio disoccupazione: Niente rinvio per l'Aspi

del 12/07/2012
di: di Simona D'Alessio
Sussidio disoccupazione: Niente rinvio per l'Aspi
Nessun rinvio per l'entrata in vigore dell'Aspi: il sussidio di disoccupazione universale partirà come previsto il 1° gennaio 2013, ma viene allungata di tre mesi l'indennità per i lavoratori in mobilità che abbiano compiuto 50 anni. E sarà attribuita alle parti sociali la possibilità di accorciare i termini per la stipula di un nuovo contratto a tempo determinato, aggirando il periodo di inibizione (20-30 giorni a seconda se il precedente era superiore, o inferiore ai 6 mesi), qualora lo riterranno opportuno. Ecco il risultato dell'ultima mediazione fra Pd e Pdl sulle modifiche alla riforma del lavoro (legge 92/2012). Correzioni che, essendo stato dichiarato ieri inammissibile a Montecitorio l'emendamento in 10 punti al decreto crescita 83/2012 (si veda ItaliaOggi del 10/07/2012), finiranno con tutta probabilità nel provvedimento sulla «spending review» (disegno di legge AS n. 3382), all'esame della commissione bilancio del Senato. Cade, dunque, nel vuoto la richiesta del centrosinistra di far slittare l'avvio dell'Aspi al 2014, però vengono recepite le preoccupazioni su un'eventuale riduzione del sostegno al reddito per gli over50 collocati in mobilità dal 1° gennaio al 31 dicembre 2013: rivedendo, infatti, l'art. 2 comma 46 della riforma, alla lettera b) il periodo si allunga da «trenta» mesi a «trentatrè», e da «quarantadue» a «quarantacinque». Cambia, poi, uno dei parametri per la distinzione fra partite Iva genuine e modelli dietro cui si nascondono veri e propri rapporti di subordinazione, poiché la base di calcolo di otto mesi e della quota sul reddito complessivo del collaboratore del compenso ricevuto (l'80%) passa da 12 a 24 mesi, ovvero si valuteranno due anni solari.

La legge approvata a fine giugno stabiliva già che un contratto a tempo determinato potesse durare fino a un anno senza l'obbligo per il datore di lavoro di indicare la causale, però con il nuovo restyling spetterà alle parti sociali la facoltà di definire la riduzione dei termini per la riassunzione della persona; nel testo era già indicato che «in situazioni di stress organizzativo», ovvero nell'eventualità di emergenze produttive dell'azienda, si potesse intervenire per erodere il periodo di inibizione, la nuova formulazione della maggioranza che sostiene il governo dà, invece, alle parti il potere di decidere in qualunque caso. Fra le altre misure, c'è la possibilità di utilizzare personale in cassa integrazione per lo svolgimento di prestazioni occasionali e accessorie, che verrà remunerato con i voucher. Il restyling è, dunque, pronto per entrare nel primo veicolo legislativo utile (la «spending review»), mentre alla camera il decreto crescita perde 887 emendamenti su 1.901 presentati, caduti sotto la tagliola della inammissibilità. In particolare, quello contenente le norme per cambiare la riforma del mercato del lavoro non ha superato il vaglio a causa della estranieità di materia, ma alcuni deputati del Pdl e di Pt hanno presentato ricorso alla presidenza dell'assemblea, invocandone la riammissione.

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