Consulenza o Preventivo Gratuito

Gli italiani perdono il posto, gli stranieri lo guadagnano

del 11/07/2012
di: Simona D'Alessio
Gli italiani perdono il posto, gli stranieri lo guadagnano
La crisi? Un boccone più amaro per i lavoratori italiani, che per gli stranieri: i primi, infatti, nel 2011 calano di circa 75 mila unità, mentre i cittadini extra-comunitari e provenienti da paesi Ue guadagnano almeno 170 mila posti. Al tempo stesso, però, la componente immigrata vede crescere il tasso di disoccupazione, poiché mediamente 99 mila comunitari e 211 mila persone provenienti da nazioni non europee si trovano senza impiego; cifre ben più elevate rispetto alla situazione di due anni prima, nel 2009, quando i non nati nella penisola fuori dal mercato del lavoro arrivavano nel complesso a 240 mila. A rilevarlo un dossier del ministero del welfare, illustrato ieri pomeriggio a Roma. Nel 2011, il totale degli occupati dipendenti è di 17 milioni e 240 mila unità, di cui quasi 15 a tempo indeterminato e 2 milioni e 300 mila temporanei, oltre ai 5,7 milioni di autonomi; fra i subordinati, poi, 15,3 milioni sono italiani, 655 mila europei e 1,3 milioni circa arrivano da altre parti del mondo. Il dato più sostanzioso, confermato anche dalle analisi delle comunicazioni obbligatorie, «riguarda la percentuale di lavoratori con contratti a tempo indeterminato, che risulta significativamente maggiore tra i cittadini stranieri» rispetto i connazionali: nel dettaglio, infatti, i dipendenti a carattere permanente sono il 64% tra gli italiani, il 72,4% comunitari e il 73% extra Ue. Inoltre, gli stranieri originari dei 26 stati (escludendo il nostro) dell'organismo di Bruxelles fanno registrare un'incidenza maggiore degli occupati temporanei sul totale (16,1%) rispetto al corrispondente valore riguardante gli altri immigrati (12,8%) e gli italiani (9,6%).

Il comparto che offre maggiori chance è l'agricoltura, che presenta la quota più alta di assunzioni di stranieri (32,3% del totale), cui seguono costruzioni (27,9%), industria in senso stretto (20,8%) e servizi (16,1%); se, però, si prende in esame soltanto la componente extracomunitaria, si evince una maggiore consistenza di attivazioni nel settore dei servizi, che raccoglie più del 60% del totale. Infine, il 37% di tutti i dipendenti non europei proviene da tre soli paesi: Albania con il 15,4%, Marocco con il 13,5% e Cina con l'8,1%. Nel periodo 2009-2011 spicca la marcata crescita dei lavoratori giunti nella nostra penisola da Serbia (+31,5%), India (+19,4%), Moldavia (+18,6%), Egitto (+17,1%), Pakistan e Bangladesh (+15,4%).

vota