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Tre vie per gli aiuti agli impianti di energia rinnovabile

del 11/07/2012
di: di Cinzia De Stefanis
Tre vie per gli aiuti agli impianti di energia rinnovabile
Tre le procedure di accesso agli incentivi per gli impianti da fonte idroelettrica, geotermica, eolica, da biomasse e biogas: direttamente, attraverso l'iscrizione negli appositi registri e con aste al ribasso. Entrata in vigore dal 1° gennaio 2013, incentivi applicabili alle rinnovabili elettriche con potenza non inferiore a 1 kW e costo annuo degli incentivi fissato a 5,8 miliardi euro. Queste le novità contenute nel decreto sulle rinnovabili elettriche firmato (e in attesa di pubblicazione in G.U.) dal ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, e dai ministri dell'ambiente Corrado Clini e dell'agricoltura, Mario Catania. Accedono direttamente all'incentivo: gli impianti eolici e alimentati da fonte oceanica di potenza fino a 60 kW; gli impianti idroelettrici di potenza nominale fino a 50 kW (soglia elevata a 250 kW per impianti particolari, ed esempio realizzati su canali, quelli che utilizzano acque di restituzioni o di scarico, quelli che utilizzano il deflusso minimo vitale al netto della quota destinata alla scala di risalita, senza sottensione di alveo naturale); gli impianti alimentati a biomassa di potenza fino a 200 kW e gli impianti alimentati a biogas di potenza fino a 100 kW; gli impianti di riconversione del settore bieticolo - saccarifero; gli impianti eolici, idroelettrici e da biomassa realizzati con procedure ad evidenza pubblica da amministrazioni pubbliche, con potenza fino al doppio di quella suindicata. Accedono ai meccanismi di incentivazione, previa iscrizione in appositi registri in posizione tale da rientrare in limiti specifici di potenza, i seguenti impianti: gli impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, se la relativa potenza è non superiore alla potenza di soglia di 5 MW (ad eccezione dell'idroelettrico per cui è stata fissata una soglia di 10 MW e del geotermoelettrico la cui soglia è 20 MW); gli impianti ibridi, la cui potenza complessiva è non superiore al valore di soglia della fonte rinnovabile impiegata; gli impianti oggetto di un intervento di rifacimento totale o parziale; gli impianti oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l'intervento e quello della potenza prima dell'intervento sia non superiore al valore di soglia vigente per impianti alimentati dalla stessa fonte. Accedono agli incentivi attraverso aste al ribasso, gli impianti di tutte le tipologie di fonte rinnovabile con potenza superiore a 5 MW (a 10 MW per l'idroelettrico e a 20 MW per il geotermoelettrico) e gli impianti oggetto di un intervento di potenziamento qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l'intervento e quello della potenza prima dell'intervento sia superiore al valore di soglia vigente per impianti alimentati dalla stessa fonte. I soggetti che richiedono l'accesso ai meccanismi di incentivazione devono corrispondere al Gse un contributo per le spese di istruttoria. Il contributo è pari alla somma di una quota fissa, stabilita in 100 euro, più una quota variabile sulla base della potenza dell'impianto, come di seguito indicata: 80 per gli impianti di potenza superiore a 50 kW e non superiore a 200 kW; 500 per gli impianti di potenza superiore a 200 kW e non superiore a 1 MW; 1320 per gli impianti di potenza superiore a 1 MW e non superiore a 5 MW; 2200 per gli impianti di potenza superiore a 5 MW. Questi contributi sono dovuto: sia alla richiesta di iscrizione al registro o di partecipazione alla procedura d'asta sia all'atto della richiesta delle tariffe incentivanti.

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