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Impianto fotovoltaico sui tetti? Come fossero opifici

del 10/07/2012
di: di Marco Ottaviano
Impianto fotovoltaico sui tetti? Come fossero opifici
Gli immobili dotati di centrali elettriche a pannelli fotovoltaici devono essere accertati nella categoria D/1 - opifici. I pannelli devono essere inclusi nella determinazione della rendita catastale, altrimenti non sarebbe possibile per l'immobile acquisire il carattere di centrale elettrica. Per l'obbligo di accatastamento e determinazione della rendita di un impianto fotovoltaico, non è fondamentale l'amovibilità, ma la capacità di produrre un reddito ordinario. Questo è il principio espresso dall'Agenzia del territorio con la nota 31892/2012 con la quale inoltre specifica modalità e tempi dell'accatastamento degli immobili dotati di impianti fotovoltaici. L'Agenzia chiarisce che non sussiste l'obbligo di accatastamento per le installazioni fotovoltaiche integrate o realizzate sulle aree di pertinenza di immobili censiti al catasto edilizio urbano, che in questo caso vengono considerate pertinenze degli immobili e non unità immobiliari autonome. Se l'impianto fotovoltaico fa aumentare il valore capitale dell'immobile dal 15% in su, è necessario presentare una dichiarazione per la variazione e rideterminazione della rendita catastale. Se per finalità civilistiche l'impianto e il fabbricato devono essere individuati separatamente, preliminarmente si fraziona il fabbricato individuando i subalterni, poi, quando la realizzazione dell'impianto è ultimata, si presenta la domanda di variazione nella categoria catastale D/1 o D/10 (qualora in possesso dei requisiti per il riconoscimento del carattere di ruralità). I tecnici dell'Agenzia precisano che agli immobili realizzati su fondi agricoli deve essere riconosciuto il carattere di ruralità dopo aver accertato che: l'azienda agricola esista, ossia si riscontri la presenza di terreni e beni strumentali che congiuntamente siano, di fatto, correlati alla produzione agricola; l'energia sia prodotta dall'imprenditore agricolo, nell'ambito dell'azienda agricola; l'impianto fotovoltaico sia posto nel comune ove sono ubicati i terreni agricoli, o in quelli limitrofi; almeno uno dei requisiti oggettivi, richiamati al paragrafo 4 della circolare n. 32 del 2009, sia soddisfatto. Non hanno autonomia catastale e costituiscono pertinenza delle unità immobiliari le porzioni di immobili che ospitano gli impianti di modesta entità, destinati ai consumi domestici. Agli immobili ospitanti le installazioni fotovoltaiche, censiti autonomamente e per i quali sussistono i requisiti per il riconoscimento del carattere di ruralità, nel caso in cui ricorra l'obbligo di dichiarazione in catasto (con allegato modello C – autocertificazione dm 14 settembre 2011) , ai sensi degli articoli 20 e 28 del regio decreto legge 13 aprile 1939, n. 652 (convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249), è attribuita la categoria «D/10 - fabbricati per funzioni produttive connesse al/e attività agricole», introdotta con dpr 23 marzo 1998, n. 139. L'Agenzia dichiara che non sussiste l'obbligo di accatastamento quando si verifica uno dei tre casi: la potenza dell'impianto è uguale e non superiore a 3 kW; la potenza nominale complessiva non è superiore a 3 volte il numero di unità immobiliari le cui parti comuni sono servite dall'impianto; il volume individuato dall'area destinata all'intervento e dall'altezza relativa all'asse mediano dei pannelli è inferiore a 150 metri. La nota infine contiene, un allegato tecnico con esempi di rappresentazione in mappe e casi particolari di intestazioni.

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