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Riduzione aggio, risparmio per i contribuenti

del 10/07/2012
di: di Valerio Stroppa
Riduzione aggio, risparmio per i contribuenti
La riduzione dell'aggio spettante a Equitalia farà risparmiare ai contribuenti 50 milioni di euro all'anno. Di tanto caleranno gli introiti della società che gestisce la riscossione dopo che, dal 1° gennaio 2013, il compenso per la propria attività passerà dall'attuale 9 all'8% delle somme richieste. La stima è contenuta nella relazione tecnica al dl n. 95/2012 (spending review), che e' stato assegnato in prima lettura alla commissione Bilancio del Senato. La commissione non ha ancora definito un calendario per l'esame. Nel 2011 gli agenti del gruppo Equitalia hanno incassato aggi per 670 milioni di euro: due terzi versati dai debitori e i restanti 220 milioni a carico degli enti creditori (circostanza che si verifica laddove il contribuente paghi la cartella entro 60 giorni dalla notifica). A parità di carichi e con l'aggio ridotto di un punto percentuale, quindi, i tecnici dell'esecutivo stimano la riduzione in circa 50 milioni di euro, calcolando un nono dei due terzi del totale di 670 milioni. L'articolo 5 della spending review, inoltre, apre la strada a un'ulteriore – e più cospicua – riduzione del compenso di riscossione, azionabile solo se la riorganizzazione interna del gruppo Equitalia consentirà di conseguire maggiori risparmi. In tale ipotesi il taglio supplementare potrebbe portare l'aggio fino al 4%. Sul punto, però, il governo è cauto: l' ulteriore riduzione, infatti, sarà possibile solo a determinate condizioni e in via prudenziale non si ascrivono ex ante effetti finanziari. Anche perché, evidenzia la relazione, il minore aggio corrisponderà ai risparmi (accertati con dm) originati dal processo di ottimizzazione di Equitalia, «con conseguente assoluta neutralità rispetto alle dinamiche di bilancio».

Ben più corposa, invece, la copertura finanziaria della proroga del 5 per mille anche per l'anno 2013, prevista dall'articolo 23, comma 2. L'intervento peserà sull'erario fino a un massimo di 400 milioni di euro, Irpef versata dai contribuenti nel 2013 (redditi 2012) e destinata in dichiarazione a finalità sociali. Eventuali somme non utilizzate entro il 31 dicembre 2013 potranno essere impiegate l'anno successivo.

Privi di quantificazione, infine, gli effetti sulle casse statali della norma che estende il regime fiscale di favore previsto dalla Finanziaria 2007 per le società di investimento immobiliare quotate. Le regole tributarie delle Siiq si applicheranno pure alle società di gestione e valorizzazione di immobili pubblici promosse dall'Agenzia del demanio, disciplinate dall'articolo 33-bis del dl n. 98/2011. La misura, precisa la relazione, è volta ad allineare il trattamento fiscale dei fondi immobiliari e delle società previste dalla manovra correttiva con quanto già stabilito, sempre in tema di dismissioni di immobili pubblici, dall'articolo 6 della legge n. 183/2011. L'obiettivo è consentire una scelta tra le diverse soluzioni giuridiche «basata sulla maggiore convenienza operativa in termini di efficienza rispetto all'iniziativa e non sulla maggiore efficienza fiscale».

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