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Fornitura improbabile? Si risponde per falsa fattura

del 10/07/2012
di: Debora Alberici
Fornitura improbabile? Si risponde per falsa fattura
Linea dura della Cassazione sulle fatture soggettivamente false. Risponde infatti di dichiarazione fraudolenta l'imprenditore che inserisce in contabilità fatture emesse da una società che non è abbastanza grande per erogare certe forniture. Lo ha stabilito la sentenza 26863 del 9//7/2012. In particolare la terza sezione penale ha confermato la colpevolezza di un imprenditore, tranne che per l'annualità del 1995 (anno in cui il dlgs 74/2000 era ancora inapplicabile), che aveva inserito in contabilità delle fatture di acquisto di olio, emesse, in teoria, da un fornitore troppo piccolo, aveva ricostruito l'accusa, per quel volume di acquisti. Dunque i giudici hanno condiviso le motivazioni depositate dalla Corte d'appello di Bari che ha ritenuto sussistente la prova dell'avvenuta utilizzazione, da parte dell'imprenditore, di fatture per operazioni inesistenti, così pervenendo, in applicazione del principio ormai consolidato sui documenti soggettivamente false, a dichiarare la procedibilità dei reati ascritti al medesimo. La natura fittizia di tutte le operazioni di fornitura di olio effettuate in favore della società amministrata dall'imputato è stata infatti, con ragionamento logico, dedotta, in adesione a quanto già argomentato dal giudice di primo grado, dalla accertata, da parte della Guardia di finanza, impossibilità delle apparenti società fornitrici, analiticamente indicate nelle imputazioni, di commercializzare, all'epoca dei fatti, olio per gli importi indicati nelle fatture esaminate. A fronte di ciò, il ricorrente, senza porre in discussione seriamente l'assodata incapacità di commercializzazione di cui si è detto, ha riproposto la censura già contenuta in appello secondo cui un tale ragionamento deduttivo non potrebbe comunque condurre ad escludere la possibilità che le società fornitrici dell'olio, pur essendo false le operazioni di acquisto dell'olio da loro stesse apparentemente effettuate, abbiano comunque acquistato altrove l'olio per poi rivenderlo a loro volta a un oleificio, possibilità di cui, dunque, i giudici non avrebbero dato adeguato conto. La vicenda si avvicina molto a quanto avviene in caso di fattura soggettivamente falsa e cioè quando il fornitore è una cartiere. Anche in questo caso si configura la responsabilità penale per dichiarazione fraudolenta a carico dell'amministratore dell'azienda cliente.

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