Consulenza o Preventivo Gratuito

Terremoto, fino al 31 luglio sospese le visite fiscali

del 07/07/2012
di: Carla De Lellis
Terremoto, fino al 31 luglio sospese le visite fiscali
Visite fiscali sospese, fino al 31 luglio, nelle zone colpite dal terremoto. Le obiettive difficoltà nella effettuazione dei predetti controlli, per via della residenza temporanea dei cittadini in tendopoli o in alloggi diversi dal proprio domicilio, hanno spinto l'Inps a decidere di non eseguire fino a fine mese gli accertamenti d'ufficio di natura medico legale nei confronti di lavoratori che si assentino dal lavoro per malattia. Lo rende noto il messaggio n. 11448/2012.

La decisione, spiega il messaggio, è scaturita in seguito agli eventi sismici che hanno colpito le popolazioni dei territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, nonché in considerazione dei quanto stabilito dal dl n. 74/2012 (interventi immediati per il superamento dell'emergenza). Il provvedimento, infatti, all'articolo 8, comma 6, qualifica la grave situazione emergenziale come una «causa di forza maggiore», in merito agli adempimenti cui sono tenuti i contribuenti. I lavoratori costretti a risiedere temporaneamente in tendopoli o in alloggi comunque diversi dal proprio domicilio che si assentino dal lavoro a causa di malattia dovranno fornire al medico curante per la redazione del certificato ogni informazione ritenuta utile ai fini della reperibilità. Tuttavia, proprio in considerazione della situazione di precarietà logistica dei soggetti residenti nei comuni interessati dagli eventi sismici, l'Inps ha deciso di non eseguire, fino al 31 luglio 2012, gli accertamenti d'ufficio di natura medico legale nei confronti di lavoratori in malattia. Il messaggio aggiunge che, nel caso in cui la visita di accertamento medico legale debba comunque essere espletata, perché richiesta dal datore di lavoro, l'Inps farà necessariamente riferimento alle indicazioni fornite dal lavoratore nel certificato medico in merito alla provvisoria reperibilità. Infine, il messaggio precisa che, qualora il lavoratore abbia necessità di cambiare indirizzo di reperibilità dopo l'invio del certificato, deve darne comunicazione con le consuete modalità (lettera raccomandata, fax, Pec), alla sede territoriale di residenza. Nel caso in cui il lavoratore risieda nel territorio di riferimento dell'agenzia di Mirandola, stante la situazione di difficoltà logistica della citata agenzia, dovrà rivolgersi alla sede provinciale di Modena.

vota