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Clima d'incertezza: Lo sciopero tenta i commercialisti

del 06/07/2012
di: di Giovanni Galli
Clima d'incertezza: Lo sciopero tenta i commercialisti
I dottori commercialisti vogliono certezze sulle scadenze fiscali. Altrimenti sono pronti a incrociare le braccia. È un messaggio forte quello giunto ieri dall'Assemblea dei presidenti dei dottori commercialisti ed esperti contabili, svoltasi a Roma, condensato in una mozione, riportata in pagina, che significativamente si intitola «Dateci il tempo di lavorare». E all'interno della quale si evidenzia che «anche quest'anno, forse più ancora degli anni precedenti, gli adempimenti fiscali si sono svolti e si stanno svolgendo in un clima di incertezza assoluta per i contribuenti e per tutti i professionisti che li assistono nei rapporti con il Fisco». I presidenti dei dottori chiedono a governo e parlamento di risolvere la questione una volta per tutte. Come? Con un provvedimento normativo che renda fisso il tempo che intercorre tra la data ultima di rilascio di tutti gli strumenti applicativi e interpretativi, necessari all'effettuazione dell'adempimento (circolari, modulistica, software), e la data dell'adempimento stesso. Una proposta già avanzata negli scorsi anni dal Consiglio nazionale ma rimasta lettera morta. Adesso i professionisti sembrano però non essere più disposti a tollerare questo andazzo. E la loro esasperazione li porta a minacciare, nel documento riprodotto in pagina, «la valutazione di iniziative di protesta anche clamorose, quale la sospensione del servizio alla clientela». Nelle scorse settimane, l'idea di legare gli adempimenti fiscali al completamento degli strumenti applicativi e interpretativi da parte delle Entrate era stata rilanciata dalle pagine di ItaliaOggi del 23 giugno scorso dal presidente dell'Odcec di Milano Alessandro Solidoro. Il quale osservava con riferimento agli adempimenti dichiarativi Unico 2012, che i commercialisti si devono confrontare con provvedimenti e chiarimenti «last minute», con l'indisponibilità dei programmi gestionali in tempi congrui ai fini di una appropriata programmazione dell'attività di studio, con il permanere di rilevanti incertezze interpretative e con l'ormai «usuale» proroga necessaria per il «superamento di talune criticità operative riscontrate da parte dei soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore» (Cfr. Comunicato stampa Mef n. 77 dell'8/06/2012). Solidoro concludeva chiedendosi: «Perché invece delle proroghe dell'ultimo secondo, quando ormai, nel dubbio, ci si è affrettati a fare tutto il possibile, non si stabilisce per norma di legge che tutti i termini, compreso il termine di pagamento delle imposte sia fissato in 60 giorni dalla data di pubblicazione dei documenti di prassi e dalla data di rilascio della versione definitiva dei software necessari?».

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