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Ritocco Iva, l'aumento slitta a luglio 2013 (forse)

del 06/07/2012
di: di Cristina Bartelli
Ritocco Iva, l'aumento slitta a luglio 2013 (forse)
Slitta l'aumento di due punti percentuali dell'Iva a luglio 2013. Un aumento, però, sottoposto a condizione. Il ritocco sarà scongiurato, infatti se, entro il 30 giugno 2013, saranno entrati in vigore provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale, nonché la eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale per un valore sull'indebitamento dello stato di 6,6 mld di euro e se arriveranno i risparmi di spesa dai regolamenti di riordino, trasformazione, soppressione, di enti e organismi pubblici statali nonché di strutture pubbliche statali o partecipate dallo stato. Se non si determina questo scenario si avrà dunque il ritocco delle aliquote Iva che passeranno dagli attuali 10 e 21% ai 12 e 23% per il 2013 e che si riabbasseranno di un punto, nel 2014 per consolidarsi a 11 e 22%. È questo il saliscendi dell'imposta sul valore aggiunto previsto dal decreto legge sulla spending review approvato ieri dal consiglio dei ministri.

L'intervento sull'aumento dell'Iva arriva sull'articolo 40 del dl 98/2011. La disposizione prevedeva che a decorrere da ottobre 2012 fino a dicembre 2012 ci sarebbe stato l'aumento dell'aliquota agevolata e di quella ordinaria dell'Iva di ben due punti percentuali. Un primo rialzo sull'Iva si era avuto a partire dal 17 settembre 2011, il giorno dopo l'entrata in vigore della manovra di agosto dell'allora ministro dell'economia Giulio Tremonti (articolo 2, comma 2-bis del dl 138/2011) che appunto era intervenuto sulle aliquote con un rialzo di un punto per l'aliquota agevolata e quella ordinaria lasciando aperta la strada di futuri possibili nuovi rialzi. Nel decreto legge 98/2011 è stata introdotta e mantenuta con quattro interventi di modifica una sorta di clausola di salvaguardia che ha sottoposto l'eventuale rincaro Iva al verificarsi sostanzialmente della riforma del meccanismo delle agevolazioni e delle detrazioni fiscali per cui nel 2011 lavorò una commissione di esperti presieduta dall'attuale sottosegretario all'economia Vieri Ceriani.

L'intervento di ieri dunque non manda in soffitta l'aumento, il rischio rimane, ma lo sposta in avanti facendolo dipendere oltre ai risparmi che dovranno arrivare dalla riforma delle detrazioni e dell'Isee (Indicatore di situazione equivalente) anche dai risparmi dei tagli a enti inutili.

Aggio di Equitalia. Arriva la diminuzione, sui ruoli emessi dall'1 gennaio 2013, di un punto della percentuale di aggio sulle somme riscosse dalle società agenti del servizio nazionale della riscossione. Dagli attuali 9 punti si passerà agli 8. Anche in questo caso si lascia aperta la porta a possibili ulteriori riduzioni, fino ad altri 4 punti, subordinate ai risparmi che arriveranno dalla gestione di Equitalia. Si legge infatti che «le eventuali maggiori risorse rispetto a quanto considerato nei saldi tendenziali di finanza pubblica, correlate anche al processo di ottimizzazione ed efficientamento nella riscossione dei tributi e di riduzione dei costi di funzionamento del gruppo Equitalia S.p.A., da accertare con decreto del ministro dell'economia e delle finanze da emanarsi entro il 30 novembre 2012, sono destinate alla riduzione, fino a un massimo di ulteriori quattro punti percentuali, dello stesso aggio. Il citato decreto stabilisce, altresì, le modalità con le quali al gruppo Equitalia S.p.A. è, comunque, assicurato il rimborso dei costi fissi di gestione risultanti dal bilancio certificato».

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