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Capitalismo sociale: Risorse umane strategiche

del 05/07/2012
di: di Giuseppe Ossoli
Capitalismo sociale: Risorse umane strategiche
Nasce dai recenti incontri associativi dei consulenti tributari la necessità di una riproposta del concetto di capitalismo e di una rivisitazione delle espressioni ideologiche su capitale ed imprenditori, che a lungo andare privilegia anche l'aspetto sociale di questo principio economico. Far lavorare bene gli imprenditori e anche arricchirli permette di realizzare uno stato sociale molto più sereno e propenso a far sì che questi stessi imprenditori siano poi propensi ad agire sul piano sociale. Quello che il consulente deve allora privilegiare come sua azione professionale è rendere l'imprenditore sereno e ricco, perché, il più delle volte, quest'ultimo è poi portato a sostenere chi è più debole, con azioni e politiche aziendali di sostegno, di miglioramento della qualità di vita lavorativa e ambientale, con opere pubbliche al servizio della comunità locale nella quale si opera. Se quindi le condizioni ambientali sono favorevoli all'imprenditoria, le imprese si creano e si sviluppano sui territori di appartenenza, si aggregano, crescono insieme a livello globale, e creano ricchezza all'investitore di capitale. Le positive condizioni economiche e i soddisfacenti ritorni finanziari pongono l'imprenditore nella posizione di acquisire quella serenità che lo incentiva a ridonare al suo ambiente quello che gli è stato dato. Quello che emerge da queste discussioni in ambito professionale è che le iniziative aziendali possono essere notevoli e proposte da tutti: non necessariamente richiedono investimenti di entità elevata o di particolare impegno. Ogni azienda sostiene la propria comunità per quello che può, senza da esse pretendere nulla di particolare. È il complesso di queste singole iniziative che alimenta la crescita morale di una società civile, ed è questo che conta veramente. Aiutare ed incentivare una forma di moderno capitalismo pone il sistema imprenditoriale nelle condizioni di operare con sicurezza, e l'investitore di trarre vantaggio dal proprio capitale; in una tale situazione l'impresa adotta piccole o grandi azioni, anche in proporzione alla propria dimensione materiale, la cui valenza etica e sociale si ripercuote beneficamente sull'intera comunità di appartenenza. Ma per poter così agire, esse hanno bisogno di serenità e di condizioni politiche e sociali ideali per operare e per produrre ricchezza. La nuova fase di capitalismo solidale, che potrebbe e dovrebbe nascere dalle ceneri della grande crisi, porta gli imprenditori, quelli veri e sani, a fare quello che fa parte delle nostre tradizioni, quello che i nostri anziani ci hanno insegnato: ridare agli altri un po' di quello che si è avuto, puntando, in particolare, a soddisfare i bisogni delle fasce deboli delle nostre comunità. Il sistema economico, soprattutto quello del futuro, deve chiaramente pensare al mondo globale, ma mai dimenticare le proprie radici, uomini e imprese nate e cresciute sotto i nostri mille campanili e che, piccole, brutte e sottocapitalizzate, hanno comunque fatto grande questo Paese dagli anni difficili del secondo dopoguerra ad oggi. Il moderno concetto di impresa porta ad identificare la stessa come quello strumento di produzione che non si limita a sfruttare le risorse del territorio, ma che opera all'insegna della reciprocità dello scambio e che presta particolare attenzione alla fase di restituzione, riversando sulla comunità ricchezza sotto forma di posti di lavoro, di occasioni di business per altri soggetti, di iniziative culturali e sociali, di promozione e sviluppo del luogo d'origine. È allora con tale atteggiamento di supporto all'imprenditoria e con le idee e le proposte per un nuovo ordine economico che i consulenti tributari possono offrire al sistema una nuova opportunità di cambiamento della società. Ciò richiede la razionalizzazione degli strumenti esistenti e un approccio selettivo volto a favorire merito ed eccellenza. Per assumere tale ruolo, il sistema consulenziale e sociale in generale devono quindi sviluppare al proprio interno capacità che non sempre hanno promosso a sufficienza: valutare con attenzione gli investimenti intangibili, come la ricerca e l'innovazione. È necessario assistere e promuovere la finanza di progetto e quella straordinaria, per assecondare i piani delle imprese, in particolare quando perseguono sviluppi importanti. Questo è allora il sunto delle discussioni nell'ambito dell'associazione, un invito perché le risorse pubbliche e private possano essere utilizzate congiuntamente sulla base di criteri selettivi per rafforzare il sistema delle imprese e per rilanciare con successo il sistema Italia, per il quale sono essenziali una strategia unitaria, la focalizzazione delle risorse e la consapevolezza degli obiettivi da perseguire.

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