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Contributi, non scappa nessuno

del 05/02/2010
di: di Roberto Sandri e Ignazio Marino
Contributi, non scappa nessuno
Alla contribuzione previdenziale non si scappa. I professionisti pensionati dovranno continuare a versare (seppur in maniera ridotta) alla loro cassa di appartenenza. Altrimenti l'Inps, che in questa fase archivierà gli avvisi bonari inviati, tornerà a chiedere i contributi per la gestione separata. In questi termini, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, le casse autonome e il ministero del lavoro hanno raggiunto l'altro ieri un accordo per tirare fuori i professionisti over 65 dall'operazione Poseidone.

I termini dell'accordo. L'incontro sulla questione della attrazione verso l'Inps dei liberi professionisti ultra 65enni, che avevano optato per non versare più contributi pur continuando l'attività, si è svolto presso la sede della Cassa ragionieri. Presenti erano una nutrita rappresentanza di enti di previdenza privati (Eppi - periti industriali e Cnpadc - dottori commercialisti in testa) e i rappresentanti del ministero del lavoro (fra questi Alberto Brambilla, presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale).

L'accordo tra le due parti passa per un azzeramento degli avvisi fino ad oggi mandati dall'Inps verso i liberi professionisti, in cambio dell'accettazione d'ora in poi del principio di obbligatorietà contributiva per tutti i produttori di reddito over 65 anni secondo condizioni da definire. Per esempio, le modalità di versamento per gli ultra 65enni liberi professionisti saranno poi stabilite in autonomia dalle singole Casse, magari rispettando la proporzione che tuttora vige per l'Inps, cioè utilizzando aliquote più leggere di circa un 1/3. Per stabilire tutto ciò sarà necessaria, però, una Conferenza dei servizi. Richiesta che le Casse intendono presentare al Ministero del Welfare all'interno di un documento che rappresenti le linee guida emerse. Alberto Brambilla ha ribadito la necessità di far rispettare il principio di contribuzione previdenziale laddove vi sia reddito, che emerge dall'impianto della Riforma Dini, anche se non esplicitato formalmente riguardo il profilo dei liberi professionisti. Le Casse di previdenza, d'altro canto, hanno rinnovato il diritto a far valere una normativa che fino ad adesso è stata accolta senza che nessuna questione sia mai stata sollevata a carico dei lavoratori ultra 65enni, pur non negando la possibilità di valutare un mutamento di indirizzo da parte del Ministero del Welfare. Se così fosse, e dunque se si dovesse giungere a stabilire l'obbligatorietà di versamento anche dopo il raggiungimento del diritto a pensione, le Casse partecipanti all'incontro pongono allora i paletti imprescindibili che abbiamo visto: anzitutto, la novità non deve valere per il pregresso e dunque l'Inps viene invitato ad annullare le procedure di accertamento sui liberi professionisti ultra 65enni per gli anni prima del 2010. In secondo luogo, l'eventuale versamento dal 2010 in poi deve essere diretto nelle Casse private professionali senza che l'Inps tenti di iscrivere d'ufficio alla Gestione separata le posizioni dei liberi professionisti ultra 65enni in attività. Nessuna attrazione, insomma, verso l'Inps, anche perché i contributi versati dai liberi professionisti iscritti d'ufficio all'Inps non potrebbero costituire un supplemento di pensione né potrebbero essere utilizzati in alcun modo. Un vero peccato.

L'operazione Poseidone. Tutta la vicenda inizia con l'operazione Poseidone a fine del 2008 contro l'evasione fiscale e contributiva (di veda tabella). Inps e Agenzia delle entrate fanno partire circa 45 mila avvisi bonari all'interno della quale finiscono anche diversi professionisti. Come rilevato dall'Enpam , l'ente dei medici, nel luglio del 2008. A fine 2009 il bilancio dell'operazione Poseidone vede 20 mila nuove posizioni all'Inps. E l'annuncio, in conferenza stampa, per il 2010 della verifica di 120 mila posizioni dei liberi professioni. I quali già a metà gennaio segnalano la questione alle casse di appartenenza. Parte da qui la richiesta di un incontro chiarificatore, visto che le casse hanno previsto un qualche regime per chi maturata la pensione continua a lavorare. Dunque, primo lo stralcio delle posizioni dei liberi professionisti da parte dell'Inps. Poi, l'altro ieri, l'incontro e la possibile soluzione che verrà discussa nel corso della prossima conferenza dei servizi convocata appositamente.

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