Il prepensionamento, dunque, rappresenta una delle opportunità che la bozza di decreto su spending review prevede quali soluzioni per il definitivo scollamento degli oneri del costo del lavoro, a carico delle p.a., relativi ai dipendenti dichiarati in esubero. Pertanto, tale dichiarazione di esubero da parte della p.a. rappresenterà condizione necessaria per l'acceso all'opportunità di prepensionamento. Nel dettaglio la norma stabilisce che, per tale personale eventualmente risultante in soprannumero all'esito delle riduzioni, le p.a. avviino le procedure di mobilità (articolo 33 del dlgs n. 165/2001), adottando una serie di misure che sono elencate secondo un preciso ordine di priorità. Tra queste, al primo poso c'è la misura relativa al riconoscimento del pensionamento anticipato. Un'opportunità che consiste «nell'applicazione ai lavoratori che risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi i quali, ai fini del diritto all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico in base alla disciplina vigente prima dell'entrata in vigore della riforma Fornero (1° gennaio 2012), avrebbero comportato la decorrenza della pensione entro il 31 dicembre 2014, dei requisiti anagrafici e di anzianità contributiva nonché del regime delle decorrenze previsti dalla predetta disciplina pensionistica, con conseguente richiesta all'ente di appartenenza della certificazione di tale diritto». In altre parole, la norma riconosce il diritto alla pensione secondo i vecchi requisiti ai lavoratori che, proprio in base a questi vecchi requisiti (età, contributi e finestra mobile) avevano programmato di andare ed di incassare la pensione entro il 31 dicembre 2014 e che, invece, con la riforma Fornero vi hanno dovuto rinunciare. In tabella le possibili ipotesi beneficiare dell'anticipo della pensione.
Daniele Cirioli
