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Agenzia antifrode Ue, recupera 700 mln di sprechi

del 04/07/2012
di: di Tancredi Cerne
Agenzia antifrode Ue, recupera 700 mln di sprechi
L'Italia regala all'Olaf il record storico di attività recuperate. Lo scorso anno l'Agenzia antifrode dell'Unione europea è riuscita a far rientrare nelle casse comunitarie 691,4 milioni di euro mal spesi, la grande maggioranza dei quali proveniente dalla Calabria. Si tratta di un risultato 10 volte superiore a quanto fatto nel 2010 (67,9 milioni).

Frodi, mafia e conflitti di interesse hanno portato ad accumulare 381,9 milioni di euro in fondi strutturali in Calabria tra il 1994 e il 2006. Un vero e proprio tesoro che ha ripreso la via di Bruxelles ritornando all'erario comunitario. Si tratta, nello specifico, di una pioggia di fondi strutturali che sarebbero dovuti servire per il completamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, ma andati persi nei meandri della burocrazia e nello sperpero delle amministrazioni locali e della malavita organizzata. «Abbiamo scoperto moltissime irregolarità, legate ai progetti, tra cui un evidente caso di conflitto di interessi», ha spiegato il direttore dell'Olaf, l'italiano Giovanni Kessler, presentando ieri a Bruxelles il rapporto 2011 dell'Agenzia di cui ha assunto la guida dall'inizio dello scorso anno.

Quello calabrese rappresenta il più grande recupero mai realizzato dall'Olaf, l'Agenzia antifrode della Ue, in collaborazione con le autorità inquirenti italiane, tra cui l'antimafia. «Il ritardo nel recupero dei fondi comunitari, spesi nei periodi di bilancio 1994-1999 e 2000-2006, è dovuto al fatto che l'Olaf può agire con le revisioni solo alla conclusione del programma», hanno spiegato dall'Ufficio anti frode sottolineando come in Italia i casi in questione siano ancora aperti. Ma nel frattempo lo stato ha dovuto risarcire i 381,9 milioni di euro che saranno probabilmente ripagati dai contribuenti italiani.

Nel corso del 2011 l'Agenzia antifrode dell'Unione europea ha recuperato 524,7 milioni di euro di fondi strutturali (compresi i 382 provenienti dall'Italia), 34 milioni di euro di fondi agricoli, ma anche 113,7 milioni in frodi doganali o legati alla cooperazione internazionale (17,5 milioni). Oltre a un recupero di spese amministrative per 800 mila euro e di altri 600 mila legati alla gestione del personale comunitario. La lotta al traffico di sigarette e ai prodotti contraffatti ha consentito il recupero di 100 mila euro.

A livello di numero di casi esaminati dagli esperti antifrode di Bruxelles, il 2011 si è chiuso con 122 faldoni relativi allo staff della Ue, 89 legati al settore agricolo, 67 ad aiuti esterni e 64 ai fondi strutturali. Non solo. Al di là del recupero del denaro illecitamente utilizzato a vario titolo nei Paesi membri, i membri dell'Olaf hanno comminato sanzioni amministrative per un totale di 154,7 milioni di euro, oltre all'emissione di sentenze penali per un totale di 511 anni di reclusione.

Gli esperti dell'Olaf, infine, hanno evidenziato una tendenza in atto ormai dal 2008 che ha registrato una forte accelerazione nel 2011. Si tratta del netto incremento nel numero di segnalazioni da parte di privati cittadini o imprese rispetto a quelle legate a informative pubbliche. Se tre anni fa le due fonti di delazione si equivalevano (con circa 500 segnalazione ciascuna), tra il 2009 e l'anno scorso la forchetta si è allargata notevolmente portando il numero di segnalazioni private a toccare quota 800, a fronte di un vero e proprio tracollo delle segnalazioni del pubblico, calate del 50% a 275 casi nel 2011.

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