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Indagini: Lo Stato risparmia sulle intercettazioni

del 03/07/2012
di: di Valerio Stroppa
Indagini: Lo Stato risparmia sulle intercettazioni
Intercettazioni in calo nel 2012. Il ministero della giustizia prevede che per captare conversazioni e comunicazioni nell'ambito di indagini giudiziarie lo Stato spenderà quest'anno circa 250 milioni di euro. Con una diminuzione di circa il 4%, quindi, rispetto ai 260 milioni utilizzati nel 2011. Dato che conferma peraltro la flessione tendenziale della spesa in questione, che in passato variava mediamente dai 285 ai 300 milioni annui. È quanto emerge dalla relazione sulle spese di giustizia presentata al parlamento dal Dipartimento per gli affari di giustizia di via Arenula, in applicazione dell'articolo 37, comma 16 del dl n. 98/2011.

La manovra correttiva, infatti, ha previsto che a decorrere dal 2012 il ministro della giustizia informi annualmente le camere sull'andamento delle spese di giustizia. Anche ai fini, in caso di eventuali disavanzi, di deliberare un possibile aumento fino al 50% del contributo unificato (comma 17 del citato articolo 37).

Gli oneri analizzati nella relazione sono quelli relativi ai procedimenti penali (sempre anticipati dall'erario, salvo l'eventuale recupero a carico del condannato) e quelli propri dei processi civili quando la parte è ammessa al patrocinio a spese dello stato. Le macrovoci di spesa previste nel bilancio del dicastero sono tre.

La prima riguarda le spese di giustizia, che includono i costi del processo: consulenti, periti, traduttori, custodi, difensori, giudici popolari, trasferte, testimoni ecc.. Nel 2011 lo stanziamento era di 451 milioni di euro, mentre il consuntivo ha fatto emergere costi per 470 milioni, con un deficit di circa 19 milioni.

«La formazione di tale debito», spiega la relazione firmata dal capo del Dipartimento affari di giustizia, Eugenio Selvaggi, «è ricollegabile alla circostanza che questa amministrazione non può interferire con lo svolgimento dell'attività giurisdizionale per il cui esercizio gli uffici giudiziari sostengono delle spese aventi natura obbligatoria». Nei primi quattro mesi del 2012 tali spese ammontano a 138 milioni di euro, cui vanno sommati 24 milioni riguardanti la notificazione degli atti giudiziari. Sebbene le spese di giustizia siano variabili ed influenzate da fattori difficili da prevedere ex ante (numero di processi celebrati, rapidità delle liquidazioni giudiziarie, numero di aventi diritto al patrocinio), la stima annuale parla di un costo complessivo di 460 milioni di euro. Lo stanziamento previsto è di 443.

La seconda categoria, come anticipato, è quella delle intercettazioni, per la quale il ministero prevede di spendere nel 2012 circa 10 milioni in più di quelli preventivati (250 effettivi contro 240 stanziati). Nel primo quadrimestre ne sono stati spesi 82.

La terza macrovoce accoglie invece la spesa relativa alle indennità spettanti alla magistratura onoraria: giudici di pace (105 milioni nel 2011), giudici onorari aggregati e di tribunale (15 milioni), vice procuratori onorari (22 milioni). In tale ottica la dotazione di bilancio 2012, pari a quasi 146 milioni di euro, è in linea con i costi effettivi.

Il dl n. 98/2011 ha concesso la facoltà di elevare il contributo unificato per garantire l'integrale copertura delle spese di giustizia. Una modalità che però, secondo Selvaggi, «risulta di difficile applicazione, in quanto, in corso d'anno, un eventuale aumento spiegherebbe i suoi effetti a regime dall'esercizio successivo, vanificando di fatto la possibilità di fronteggiare con tempestività le esigenze di rifinanziamento dei capitoli afferenti le spese di giustizia». La relazione ricorda infine al parlamento che con la nota n. 76295 dello scorso 31 maggio sono stati indicati possibili interventi diretti al contenimento dei costi della macchina giudiziaria.

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