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Scadenze: Unico, slalom tra saldo e acconto

del 30/06/2012
di: di Duilio Liburdi
Scadenze: Unico, slalom tra saldo e acconto
Scadenze di pagamento in arrivo e necessità di slalom tra saldo ed acconto: imposte sui beni all'estero, società di comodo e beni ai soci complicano la corretta determinazione dei versamenti che, in ogni caso, possono beneficiare della proroga al 20 agosto con la maggiorazione dello 0,4 per cento. Cosicché diviene possibile «scindere» il momento di pagamento tra regole certe approfittando, nel contempo, della proroga per dirimere le questioni ancora controverse.

Il primo appuntamento per i pagamenti di Unico. Tutte le persone fisiche a prescindere dalla tipologia di reddito prodotto e le società interessate dagli studi di settore possono beneficiare, come noto, della doppia scadenza di pagamento fissata il prossimo 9 luglio in virtù della proroga illustrata, tra l'altro, dalla risoluzione dell'agenzia delle entrate n. 69. Nonostante i venti giorni in più rispetto alla iniziale scadenza non si può certo affermare come tutte le problematiche siano risolte e continuano ad esservi problemi di carattere operativo legati alla corretta identificazione e quantificazione delle imposte dovute.

La determinazione dell'Irpef. In linea di principio non vi sono grandi perplessità sull'Irpef ordinaria dovuta dai contribuenti persone fisiche se non in relazione alle imposte introdotte con il decreto legge n. 201 del 2011 in relazione al possesso di beni all'estero, che siano immobili ovvero attività finanziarie. In questo caso una strada potrebbe essere quella di differenziare il momento del pagamento delle imposte versando il prossimo 9 luglio l'Irpef derivante dal modello Unico ma lasciando in sospeso la quota di imposta dovuta come emergente dal quadro RM ipotizzando la possibilità del pagamento entro il prossimo 20 agosto con la maggiorazione dello 0,4 per cento. Peraltro, con particolare rilievo al possesso di immobili esteri, è esattamente la corretta determinazione della base imponibile sulla quale determinare il prelievo il problema più rilevante. Va ricordato, infatti, come in relazione agli immobili siti nella Ue ovvero negli stati dello spazio economico europeo che garantiscono lo scambio di informazioni, è il valore catastale come determinato nello Stato estero a dover essere assunto come riferimento mentre, in relazione agli immobili fuori dalla Ue, la base imponibile è il costo di acquisto dei beni in questione. Ad esempio, un contribuente proprietario di un immobile in Francia dovrà assumere come riferimento il valore catastale dell'immobile che, secondo le disposizioni locali è di fatto il cosiddetto valeur locative rivalutato con alcuni moltiplicatori e diviso per due. In base alle norme locali, però, tale valore si rivela molto basso e, dunque, nella più parte dei casi l'imposta in Italia non dovrebbe essere dovuta in quanto la norma prevede la debenza del tributo al superamento dei 200 euro. Sul punto, peraltro, le istruzioni al modello Unico sono divergenti rispetto al contenuto del decreto legge n,. 201 e del provvedimento del 5 giugno in quanto indicano il limite dei 200 euro come riferito al pagamento in luogo dell'ammontare lordo dell'imposta. In ogni caso, la scelta potrebbe essere quella di differenziare in relazione ai singoli pagamenti anche la scadenza degli stessi.

Sempre nel comparto Irpef va tenuta in considerazione la situazione di quei contribuenti che sono interessati dalle disposizioni in materia di beni ai soci alla luce dei chiarimenti forniti dall'agenzia delle entrate riferiti, in particolare, a quelle situazioni nelle quali non si manifesta alcuna ipotesi di reddito diverso in quanto ad esempio il bene è utilizzato nell'ambito dell'attività di socio e di amministratore e dunque già tassato come fringe benefit in capo all'utilizzatore.

I pagamenti Ires. Nel mondo delle società, nei casi in cui può operare la disposizione di proroga dei termini di versamento delle imposte, il problema di maggiore spessore riguarda la gestione delle posizioni concernenti le società non operative. Alla luce però di quanto affermato dall'agenzia delle entrate nella circolare n. 23, il versamento di acconto per il periodo di imposta 2012 che dovrebbe tenere conto delle disposizioni introdotte dalla legge n.. 148 del 2011 in pochi casi sarà interessato dalla norma in questione. Infatti, visto il contenuto del provvedimento dell'amministrazione finanziaria saranno la più parte le società che dovranno tenere conto dell'acconto maggiorato in termini di imposta e determinato sul reddito minimo. Inoltre, sempre seguendo le indicazioni del documento di prassi diramato dall'Agenzia delle entrate, l'eventuale presentazione di una istanza di interpello in termini utili per il versamento di acconto di novembre consentirà comunque di non tenere conto delle nuove disposizioni in relazione al primo pagamento in scadenza ma, se del caso, di rideterminare l'acconto complessivo soltanto in sede di secondo pagamento quale, appunto, quello del mese di novembre. Una linea, dunque, che appare dare respiro ai contribuenti interessati da innumerevoli novità normative che si riverberano sulle scadenze in arrivo nei prossimi giorni.

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