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Internet da garantire per pagare le tasse automobilistiche

del 30/06/2012
di: di Antonio Ciccia e Alessio Ubaldi
Internet da garantire per pagare le tasse automobilistiche
Internet garantito per pagare le tasse automobilistiche. Inoltre anche senza iscrizione all'albo dei riscossori si può partecipare alla gara per la riscossione delle tasse automobilistiche. Questi i principi stabiliti dal Tar Piemonte (sentenza n. 1336/2011 (estensore consigliere Alfonso Graziano), che ha annullato il bando anche per violazione della concorrenza. Tutto da rifare. Per il Tar Piemonte, infatti, l'amministrazione chiede troppo.

Nella pronuncia il Tar affronta la relativa al metodo prescelto per la riscossione della tassa automobilistica. Si tratta del sistema «MAV», di tipo «off line». Esso permette la riscossione tramite il pagamento, da parte del contribuente, di un bollettino in banca o alle Poste. L'utilizzo del computer da casa o da lavoro è, quindi, estromesso. Il Tar si rende conto che il «MAV» non riflette il quadro voluto dal legislatore il quale, diversamente, e già da qualche anno, ha spinto il pedale dell'acceleratore sull'informatizzazione. Attraverso il richiamo a varie disposizioni di legge, il giudice piemontese afferma che il sistema idoneo alla riscossione del tributo è quello «on line», l'unico in grado di garantire quell'interscambio di dati e informatizzazione preteso dalla legge. Il sistema «MAV» deve essere messo in cantina. E i contribuenti piemontesi eviteranno qualche coda in più.

Altra questione è quella dei requisiti richiesti per la partecipazione alla gara. Il nodo del contendere era se l'Amministrazione poteva imporre, come condizione necessaria della presentazione dell'offerta, il requisito dell'iscrizione all'albo dei riscossori delle entrate locali di cui al dm n. 289/2000. La condizione non è piaciuta nemmeno al giudice amministrativo. Così, ha accolto le argomentazioni della società ricorrente. Nella sentenza viene spiegato che la richiamata iscrizione è imposta dalla legge solo e soltanto per la riscossione coattiva e non per quella volontaria, come nel caso della tassa automobilistica. Pertanto, il requisito dell'iscrizione si dimostra una mera formalità, del tutto sproporzionata rispetto alle necessità del servizio messo a bando. Esso, infatti, non è richiesto dal legislatore né è volto a dare attuazione ai principi cui deve ispirarsi l'amministrazione nel condurre una procedura di gara, tra i quali spiccano, oltre la trasparenza, l'imparzialità e il buon andamento, quelli della massima partecipazione alla gara e della tutela della concorrenza. La regola applicata al caso concreto, d'altronde, riflette una filosofia più ampia. Nel fissare requisiti più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla legge, l'amministrazione non può far quel che vuole.

Essa deve, pur sempre, rispettare quei limiti di logicità e ragionevolezza in modo tale da poter affermare che quanto si chiede (in più) per partecipare alla gara è, oltre che indispensabile, pertinente e congruo rispetto allo scopo perseguito. Insomma, una scelta obbligata e, soprattutto, necessitata. In assenza del rispetto di questi limiti, ricorda il Tar Piemonte, si rischia di cadere in violazioni del principio della concorrenza. Ciò sia perché il requisito escludente determina la diminuzione del numero di partecipanti alla gara, sia perché si finisce inevitabilmente per favorire taluno di essi. I rischi citati, peraltro, non possono essere fugati neanche attraverso l'istituto dell'avvalimento di cui all'art. 53 del dlgs. 446/1997, avendo lo stesso finalità di contrapposta natura.

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