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Processo del lavoro: Contributo unificato in famiglia

Nel processo del lavoro per il calcolo del contributo unificato conta il reddito familiare. L'esenzione prevista per i redditi fino a 31.884,48 va calcolata non solo sugli emolumenti del lavoratore parte in causa, ma su quelli di tutti i componenti del nucleo.

Lo specifica la nota del 24 maggio 2012 del Dirigente amministrativo della sezione Lavoro del Tribunale di Milano, che fornisce indicazioni pratiche sull'applicazione delle recenti modifiche al regime del contributo unificato (dovuto quando si inizia il contenzioso).

Ai sensi dell'articolo 9 comma 1 bis del Testo Unico delle spese di giustizia (dlgs 115/2002) nei processi di lavoro e previdenziali, le parti che sono titolari di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione, superiore a tre volte l'importo previsto per il gratuito patrocinio (articolo 76 Testo Unico spese di giustizia), devono pagare il contributo unificato di iscrizione a ruolo.

Il limite, dunque, per l'esenzione è di 31.884,48. La nota in commento spiega che il richiamo all'art 76 del Testo Unico in materia di Spese di Giustizia deve intendersi nella sua interezza, pertanto il reddito di riferimento sarà costituito dalla somma dei redditi del ricorrente, nonché del coniuge e degli altri familiari conviventi.

In sostanza il rinvio non riguarda solo l'importo di riferimento, ma anche le modalità di determinazione del livello soglia. Questo significa anche che sono sfavorite le famiglie con più redditi.

Per far valere l'esenzione occorrerà che il ricorrente, dunque, fornisca autocertificazione di tale situazione reddituale.

Altra precisazione riguarda i soggetti che possono godere dell'esenzione dal pagamento del contributo unificato: per come è formulata, la norma riguarderà le sole persone fisiche. Nessuno spazio per beneficiare dell'esonero riguardare enti e società, i quali dovranno corrispondere il contributo. Per quanto concerne gli accertamenti tecnici preventivi (ATP) in materia previdenziale, ai fini della determinazione del contributo unificato da versare all'atto dell'iscrizione, la circolare precisa che essi sono considerati a tutti gli effetti procedimenti ordinari, pertanto il contributo unificato in questione è pari ad 37,00.

Il contributo unificato, per effetto della legge 183/2011, subisce poi un aumento della metà per i giudizi di impugnazione.

Questo si deve applicare per l'appello, ma anche per altri giudizi di natura impugnatoria. Ad esempio nei casi di reclamo promosso al tribunale collegiale, ai sensi dell'articolo 669 terdecies del codice di procedura civile contro il provvedimento cautelare, l'iniziale contributo unificato pari ad 42,50 (già ridotto alla metà rispetto alle cause ordinarie, per le controversie individuali di lavoro e concernenti rapporti di pubblico impiego) è stabilito nella misura fissa di 63,75. Gli ultimi chiarimenti riguardano un'ulteriore novità, risultante dalla nuova dizione del comma 3 dell'articolo 14 del Testo unico sulle spese di giustizia: è stato introdotto un autonomo contributo unificato a carico della parte diversa da quella che si è costituita per prima, la quale modifica la domanda proposta da controparte, oppure propone domanda riconvenzionale, o formula chiamata in causa o svolge intervento autonomo.

In sostanza deve pagare un contributo unificato anche il convenuto che svolge attività processuale come quella indicata. La nota precisa che il versamento di tale importo prescinde dal mutamento di valore: si paga in base al valore della domanda riconvenzionale o della domanda rivolta al terzo chiamato in causa.

Si ricorda sul punto che nel regime previgente per le riconvenzionali si pagava il contributo solo sull'incremento di valore rispetto al valore della domanda originaria.

La circolare si chiude con un'avvertenza: qualora con il medesimo atto si pongano più domande, ad esempio domanda riconvenzionale e chiamata in causa del terzo, dovrà essere versato un unico contributo unificato, in aggiunta a quello già versato dalla parte che si è costituita per prima.


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