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Presidente Ancl-Su: Riforma del lavoro monca

del 29/06/2012
di: La Redazione
Presidente Ancl-Su: Riforma del lavoro monca
Il voto di fiducia alla riforma del ministro Fornero è apparso ai consulenti del lavoro solo il tentativo di arrivare al vertice europeo fra i capi di stato e di governo dell'Unione con un'immagine positiva del Paese. Un modo per dire che «qualcosa» in Italia si sta facendo. Un «qualcosa», però, che non incontra il favore della categoria: «Resta una riforma monca», afferma il presidente Ancl-Su Francesco Longobardi, «si poteva fare molto di più se il governo, tecnico peraltro, avesse ascoltato i veri tecnici del lavoro, quali siamo noi consulenti».

In attesa di vedere quali elementi positivi si celino effettivamente dentro al testo, resta tuttavia la certezza che si sia persa in ogni caso un'occasione importante di dare una svolta all'economia e all'occupazione del Paese. Sviluppo che secondo l'Ancl-Su deve partire da due punti fondamentali: riduzione del costo del lavoro e riduzione della burocrazia. Invece, nella riforma Fornero non appare nessun provvedimento che abbatta il primo, mentre la burocratizzazione dei rapporti di lavoro è addirittura aumentata. Come anche i costi. Le perplessità, e le contrarietà, dei consulenti del lavoro di fronte all'analisi del testo sono presto elencate: le agevolazioni per le imprese vengono azzerate da nuovi oneri e, come detto, vi è un'ulteriore burocratizzazione dei rapporti di lavoro. Quello che doveva essere invece la svolta per l'occupazione giovanile, il nuovo apprendistato, appare invece di fatto farraginoso e quindi di difficile applicazione pregiudicando quindi proprio l'obiettivo dell'inclusione dei giovani nel mondo del lavoro. Mancano misure concrete a sostegno dell'occupazione e, ripetiamo infine, non ci sono provvedimenti che abbattano il costo del lavoro. Il costo del lavoro in Italia è il più alto fra i paesi europei: il 42,6% rispetto alla media del 33,4 (dai Eurostat relativi al 2012 divulgati a maggio). «Nuovi oneri e nuovi costi non hanno mai generato nuova occupazione, anzi il contrario», ha precisato più volte il presidente Longobardi. «Sembra incredibile che non vengano presi provvedimenti al riguardo», continua. «Ogni giorno chiudono aziende perché, già in difficoltà dovuta alla crisi, non riescono a fronteggiare gli obblighi nei confronti dello Stato».

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