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Lotta: La Ue vuole reati fiscali con sanzioni minime

del 28/06/2012
di: La Redazione
Lotta: La Ue vuole reati fiscali con sanzioni minime
Sanzioni minime per i reati fiscali, un numero di identificazione fiscale transfrontaliera, una carta del contribuente dell'Ue e misure più radicali contro i paradisi fiscali. Sono questi gli assi portanti della strategia messa a punto dalla Commissione europea per migliorare la lotta contro la frode e l'evasione fiscali. Un tarlo che ogni anno sottrae 2mila miliardi di euro (un quinto circa del Pil europeo) dalle casse dei Paesi membri. «Tenendo conto della globalizzazione dell'economia e dei progressi tecnologici, è evidente che iniziative nazionali isolate non permettono di risolvere questo problema», hanno spiegato da Bruxelles. Ed ecco allora che la Commissione ha pensato a una ricetta anti evasione incentrata su tre ordini di interventi: a livello nazionale, gli stati membri dovranno cercare di migliorare le capacità amministrative nella riscossione delle imposte, se necessario con l'aiuto degli esperti di Bruxelles. E dovrà essere facilitata la possibilità di mettersi in regola con il Fisco per chi vuole farlo, prevedendo programmi di denuncia volontaria. A livello comunitario, la sfida consiste invece nell'approfondire la cooperazione e rafforzare gli strumenti comuni. A questo proposito è essenziale un accordo tra gli Stati membri per la modifica della direttiva sulla tassazione dei redditi da risparmio. Si è inoltre pensato di introdurre un numero europeo di identificazione fiscale transfrontaliera, un meccanismo di reazione rapida in caso di frode sull'Iva, e norme e sanzioni comunitarie minime per la frode e l'evasione. Per rendere efficace questi sforzi, infine, i partner internazionali dovranno applicare norme di buon governo equivalenti a quelle dell'Ue. In questa prospettiva si inseriscono i mandati chiesti dalla Commissione al fine di negoziare accordi più incisivi in materia di tassazione dei risparmi con i principali paesi limitrofi. Entro la fine del 2012, la Commissione stabilirà inoltre un sistema basato su incentivi e penalizzazioni per trattare con i paradisi fiscali.
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