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Cambi di residenza adesso possibili anche via mail

del 27/06/2012
di: di Francesco Cerisano
Cambi di residenza adesso possibili anche via mail
Dichiarazioni anagrafiche anche per posta elettronica. Le richieste di residenza, oltre a essere tradizionalmente sottoscritte di fronte all'ufficiale d'anagrafe, potranno essere inviate al comune via fax e posta elettronica. Per questo i municipi dovranno pubblicare sul proprio sito internet gli indirizzi email a cui inoltrare le dichiarazioni. Un adempimento questo che, assieme all'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento, servirà a dare più certezze ai cittadini alle prese con i cambi di residenza. Sapere con precisione quando il comune ha avviato l'iter consentirà di controllare in tempo reale il rispetto del termine di due giorni entro cui la registrazione anagrafica deve essere completata con decorrenza dalla data di presentazione delle dichiarazioni.

Lo prevede il regolamento del ministero dell'interno che modifica l'attuale regolamento anagrafico (dpr n.223/1989) per adeguarlo alle novità introdotte dal decreto legge sulle semplificazioni (dl n.5/2012). Il provvedimento è stato approvato ieri dal consiglio dei ministri rendendo così definitivamente operativa la riforma del governo Monti che in materia anagrafica rappresenta una vera rivoluzione. Invece di controllare a monte il possesso dei requisiti, ora i comuni sono tenuti a registrare le richieste di residenza entro due giorni rimandando le verifiche a valle, ossia nei 45 giorni successivi. Se in questo periodo di tempo la pubblica amministrazione non si pronuncerà con un rigetto espresso della domanda varrà il principio del silenzio-assenso. Il diniego da parte del comune porterà al ripristino della posizione anagrafica precedente.

Il regolamento approvato ieri dal cdm ha accolto in molti punti i rilievi espressi dal Consiglio di stato nell'udienza del 10 maggio scorso. Ma in alcuni casi il governo è andato dritto per la propria strada. È il caso della comunicazione di avvio del procedimento su cui il ministero guidato da Anna Maria Cancellieri non ha condiviso le osservazioni di palazzo Spada che invece chiedeva di eliminarla.

L'ufficio legislativo del Viminale ha confermato la norma considerandola una garanzia non solo per l'interessato ma anche per soggetti terzi nei cui confronti il provvedimento è destinato a produrre effetti. La comunicazione di avvio del procedimento sostituirà la ricevuta che fino ad oggi veniva consegnata al richiedente. In linea con la riduzione dei tempi per le pratiche di residenza, anche tutte le altre registrazioni anagrafiche impiegheranno al massimo due giorni per diventare operative. E nelle schede individuali debutterà il codice fiscale, ritenuto essenziale per la circolarità anagrafica assieme agli estremi della carta di identità.

Procedimento di iscrizione e variazione anagrafica. Rispetto al testo originario, il dpr varato ieri da palazzo Chigi riscrive integralmente, su suggerimento del Consiglio di stato, l'art.18 del regolamento anagrafico.

Il Viminale, spiega la relazione tecnica allegata al decreto, ha preferito evitare soppressioni o modificazioni di singoli commi, adeguando il procedimento di iscrizione e variazione anagrafica alla nuova disciplina primaria.

Queste le nuove regole per il trasferimento di residenza da un comune all'altro o dall'estero per i cittadini inseriti nell'Aire.

L'ufficiale d'anagrafe, effettuata l'iscrizione, dovrà darne immediata comunicazione in via telematica al comune di provenienza (anche estero) in modo che questo possa provvedere a cancellare l'interessato dagli elenchi con la stessa tempistica sprint prevista per l'iscrizione: due giorni.

Entro cinque giorni lavorativi dalla comunicazione, il municipio di provenienza potrà inoltrare al nuovo comune, con modalità telematica, eventuali rettifiche e integrazioni dei dati ricevuti, assieme alla notizia di avvenuta cancellazione.

Vertenze anagrafiche. Il regolamento contiene infine una norma ad hoc destinata a risolvere le vertenze che potrebbero sorgere tra gli uffici anagrafe dei comuni. Il compito di mettere pace tra gli enti locali spetterà al prefetto se i litiganti appartengono alla stessa provincia oppure al ministero dell'interno, sentito l'Istat, se le amministrazioni coinvolte appartengono a province diverse.

«Con il regolamento saranno immediatamente operativi tutti gli effetti legati al cambio di residenza», ha commentato il ministro della p.a. Filippo Patroni Griffi. «Non bisognerà aspettare mesi per poter iscrivere i figli a scuola o per usufruire del nuovo medico di base o per avere un permesso Ztl. Al di là di tanti annunci questo è un fatto concreto che cambiera' la vita di milioni di italiani».

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