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Paradisi fiscali: Finanzieri, lotta Ue all'evasione

del 26/06/2012
di: La Redazione
Paradisi fiscali: Finanzieri, lotta Ue all'evasione
La Commissione europea proporrà domani una serie di misure per contrastare l'evasione fiscale e per mettere in regola paradisi fiscali come la Svizzera, secondo un documento che verrà sottoposto ai leader europei nel summit di fine settimana a Bruxelles. Le misure includono la creazione di un unico identificativo fiscale per i cittadini Ue, squadre di finanzieri europei, accesso reciproco e diretto alle basi di dati fiscali per le amministrazioni nazionali ed estensione degli accordi anti-evasione con paradisi fiscali come la Svizzera, anche ai conti fiduciari che nelle banche elvetiche raggiungono un volume di quasi cinque volte superiore a quello dei depositi diretti. Bruxelles chiederà anche agli stati membri di migliorare la lotta all'evasione fiscale a livello nazionale. L'Italia è osservato speciale, essendo il paese con il più basso livello di raccolta fiscale dall'Iva dopo la Grecia, secondo i dati contenuti nel rapporto della Commissione. Mentre a Lussemburgo si raccoglie oltre il 90% delle entrate previste per l'Iva, in Italia la percentuale è di poco superiore al 40%. Peggio dell'Italia fa solo la Grecia, con meno del 40% raccolto. La maggior parte dei paesi Ue è sopra il 50%. Per far fronte all'evasione frontale transfrontaliera per i soggetti che operano in più paesi Ue, la Commissione propone un unico numero di identificazione fiscale per i cittadini europei. Inoltre «bisognerebbe considerare di dare alle amministrazioni dei paesi membri accesso diretto a specifiche parti delle basi di dati di altri paesi e un accesso automatico ai dati sull'Iva», suggerisce la Commissione in un documento intitolato: «Metodi concreti per contrastare le frodi fiscali e l'evasione fiscale, anche nelle relazioni con paesi terzi». La lotta all'evasione fiscale transfrontaliera dovrebbe inoltre essere condotta anche attraverso la creazione «di squadre di revisori di conti dedicate» e attraverso un uso regolare di «controlli congiunti» tra più paesi. Un documento sulla lotta all'evasione fiscale non può naturalmente prescindere da una stretta ai paradisi fiscali, specialmente all'interno dei confini naturali dell'Europa. Bruxelles fa diretto riferimento a Svizzera, Andorra, Monaco, Liechtenstein e San Marino. Chiede nuovamente il mandato per negoziare accordi europei e non bilaterali con questi paesi per la riscossione della tasse sui risparmi. Nel documento la Commissione suggerisce inoltre che l'estensione degli accordi esistenti si possa applicare anche ai conti fiduciari, cioè quelli gestiti da prestanome. «In Svizzera, i fondi detenuti in conti fiduciari sono 4,5 volte superiori a quelli detenuti direttamente dagli investitori nel paese», si legge nel documento Ue. Nei prossimi mesi la Commissione presenterà un documento più dettagliato per contrastare i paradisi fiscali che includerà «un mix di misure difensive o sanzioni contro i paesi che praticano una concorrenza fiscale scorretta e incentivi per quei paesi che cessino tali pratiche», aggiunge il documento.

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