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Compensi arretrati: Ultimatum dai giudici tributari

del 23/06/2012
di: di Valerio Stroppa
Compensi arretrati: Ultimatum dai giudici tributari
Ultimatum dei giudici tributari al Mef per il pagamento dei compensi accessori 2011. Qualora il ministero non provvederà a saldare gli arretrati (finora corrisposti solo per il 36% del primo semestre, si veda ItaliaOggi del 17 maggio 2012) scatterà un'azione giudiziaria di massa da parte dei magistrati, «con ulteriore aggravio di interessi, rivalutazione e spese e con effetti immaginabili per la credibilità dell'amministrazione». È quanto afferma l'Associazione magistrati tributari in una lettera inviata lo scorso 19 giugno al presidente del consiglio, nonché ministro dell'economia, Mario Monti, in esecuzione della delibera del comitato direttivo centrale della scorsa settimana. «Ove il Mef non ottemperi al pagamento del dovuto, i singoli giudici potranno adire le vie legali secondo lo schema dell'atto giudiziario che è in corso di preparazione e che, non appena pronto, sarà inviato ai giudici tributari», spiega il presidente dell'Amt, Ennio Attilio Sepe.

Nella missiva trasmessa a Monti viene denunciata ancora una volta la totale mancanza di dialogo tra magistrati fiscali e Mef, amministrazione dalla quale la giustizia tributaria dipende dal punto di vista organizzativo ed economico. «Speravamo che il suo avvento potesse inaugurare un nuovo clima di rapporti fra magistratura tributaria e ministero», recita la lettera inviata al premier, «con profondo rammarico abbiamo constatato fino ad oggi l'assenza di qualsiasi riscontro e confronto». E agli ormai «cronici» problemi rimasti insoluti si è aggiunta anche «l'ingiustificabile inadempienza dell'amministrazione a corrispondere gli emolumenti, benché modestissimi, maturati dai giudici tributari fin dallo scorso anno», osserva Sepe, «l'Amt ha fino ad oggi invitato i propri associati a soprassedere su eventuali azioni giudiziarie da parte degli interessati, nell'aspettativa di un imminente pagamento. Poiché ciò non è avvenuto ed essendo ormai ritenuto dai giudici tributari intollerabile il protrarsi di tale situazione di morosità del ministero, le comunico che, ove non si provveda al pagamento entro il prossimo mese di luglio, i giudici tributari si vedranno costretti ad adire le vie legali, avviando un vasto contenzioso». La palla ora passa dunque a via XX Settembre, che avrà poco più di un mese di tempo per saldare gli arretrati ed evitare così il ricorso al tribunale da parte dei giudici tributari creditori.

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